FESTA DEL VI’ DE VISCIOLA. Tradizione, cultura e divertimento

“È il più autentico ed originale biglietto da visita della tradizione rurale della nostra regione, accanto ai vini d.o.c. marchigiani. Un nettare dall’aroma antico e suadente, un vino da dessert o da meditazione per eccellenza, sia oggi, che un tempo, sulle tavole delle famiglie. Un vanto che oggi varca anche i confini nazionali”: così uno dei sommelier più conosciuti delle Marche, Sauro Boria, ci presenta le caratteristiche del vino di visciola. Dolce, da degustazione o da dessert, a base di ciliegie acide, diventa sinonimo di gusto e di qualità, frutto di un’agricoltura sempre più strumento e veicolo di una rinascita economica.

L’appuntamento con la sesta edizione della rassegna dedicata al vino di visciola è stato da venerdì 14 a domenica 16 ottobre a San Paolo di Jesi (AN), il piccolo borgo collinare dove abito, capace di attirare migliaia di persone da tutta la regione e non solo. Evento unico in Italia, il quale celebra sempre di più un prodotto tipico marchigiano, proveniente dal cuore della Vallesina; la festa, a ingresso gratuito, è organizzata dal Comune di San Paolo di Jesi e dal Patrocinio della Regione Marche, grazie anche al duro lavoro dalla Pro Loco del paese, di cui sono membro.

Anche quest’anno, tradizione, cultura e divertimento non sono mancati. Durante i nostri tre giorni di festa, sono aperti stand gastronomici, nei quali è possibile degustare cibi caratteristici, come coniglio in porchetta, cresce di polenta, arista di maiale alla visciola, penne alle noci, stinco di maiale, panna cotta alla visciola, biscotti con visciola, e molte altre pietanze, tutte cucinate dalle donne del paese. Ovviamente, in ogni locanda, non può mancare il nostro vino di visciola e il tipico verdicchio, apprezzato in tutto il mondo. Divertimento, ma anche tanto lavoro, in quanto abbiamo addobbato il centro storico con l’immagine di Bacco, che saluta chi entra in paese, e con una bottiglia gigante, dalla quale scorre vino rosso; quest’anno abbiamo realizzato, inoltre, un nuovo Centro Tracannale mobile, il nostro carro, una grande ambulanza costruita in stile americano, con infermieri impegnati a distribuire verdicchio. Ad allietare i giorni di festa la musica, con diversi gruppi, come i Contrabband, Gli Amici dello Zio Pecos, e due deejay noti al pubblico nazionale, Wender e Pippo Palmieri, entrambi dello Zoo di Radio 105, mentre domenica un personaggio di forte richiamo per la giornata di chiusura della festa: il comico di Zelig Gianluca Impastato, alias Chicco D’Oliva.

il-nostro-carro

Da qualche anno la festa è abbinata ad un altro evento, anch’esso unico, in programma la domenica. Si tratta della Cavata delle Zitelle, alla quale partecipo ogni anno dal mio diciottesimo compleanno, indossando un abito tradizionale, accompagnata dalla gara di pigiatura. Un rito che ha lo scopo di assegnare una dote in denaro a due giovani ancora nubili, così come aveva prescritto, agli inizi del Settecento, il reverendo di San Paolo di Jesi Don Antonio Agabiti. Non una semplice rievocazione degli antichi usi contadini, dunque, ma un rituale che si ripete, per tenere fede ad un testamento, da ben 300 anni. La Cavata coinvolge tutte le ragazze del paese, fra i diciotto e i ventotto anni, e ne individua, tramite appunto un’estrazione, due, alle quali va assegnata una somma di 516 euro.

Eccolo il matrimonio fra tradizione, cultura e un’eccellenza dell’enogastronomia. La Festa del Vino di Visciola  regala tre giorni di divertimento, musica, buon vino e buon cibo, ma anche un tuffo nel passato e nelle tradizioni, le quali non andrebbero mai abbandonate. E’ un grande orgoglio per me farne parte in prima persona, e consiglio a tutti di assaggiare il nostro vino di visciola, perché ne vale davvero la pena.

CIMOreporter – Elisa Santoni

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