Al Festival Le X Giornate l’incontro tra gastronimia e musica

C’è chi suona un buon pezzo e chi invece se lo gusta“. È questo lo slogan che ha contraddistinto l’ultimo appuntamento del Festival “LeXGiornate” andato in scena a Brescia sabato 24 settembre nella tensostruttura allestita per l’occasione in Piazza Vittoria a Brescia.

La rassegna, che in dieci giorni consecutivi ha concentrato oltre cento eventi, si è affermata nel tessuto culturale bresciano sin dai suoi esordi. Correva l’anno 2006 quando Daniele Alberti – affermato pianista nel panorama concertistico internazionale – decise dare vita a una realtà aperta e ricettiva verso le nuove contaminazioni tra i linguaggi musicali, fondendo il tutto in un mix fra cultura e innovazione.

“Il Dubbio” di cartesiana memoria è stato il tema dell’edizione di quest’anno. Da “cogito ergo sum” a “dubito ergo suono” il passo, all’insegna della creatività, è stato breve, nella convizione, come ha sottolineato il direttore artistico Daniele Alberti, che “la musica, le riflessioni culturali e le nuove tecnologie rappresentano elementi complementari in grado di animare un dibattito libero”.

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E’ in questo contesto che, grazie alla collaborazione del consorizio Grana Padano, Alessandro Cecchi Paone, il rettore uscente dell’Università degli studi di Brescia Sergio Pecorelli e la gionalista enogastronomica Fiammetta Fadda – accompagnati dalle note del pianoforte – hanno delineato i contorni del rapporto simbiotico fra cibo e note musicali.

Sono due i termini che accomunano il cibo e la musica: il primo è passione – ha esordito il volto noto di Rete 4 – perché ce ne vuole in abbondanza nella produzione del formaggio e nella composizione di un pezzo; l’impegno profuso deve sfociare successivamente nell’armonia, l’armonia che ci accompagna in cucina fa da base per un buon piatto, così come l’ equilibrio tra accordi e note rende un suono piacevole. Il parallelismo tra musica e cibo è molto stretto“. Fiammetta Fadda si è invece soffermata sull’unicità del Grana, il prodotto più rappresentativo, anche all’estero, dell’ampio panorama caseario italiano: “Il grana è un formaggio con caratteristiche uniche, amato dal popolo come dai grandi re del passato. È un formaggio che fa parlare bene dell’Italia e di noi”.

Il grana e, più in generale, una sana alimentazione a base di formaggio, fa bene alla salute psicofisica. Ne è convinto Cecchi Paone che ha evidenziato gli effetti dello “sposalizio” fra arte, musica e cibo: “Quando la musica viene suonata il rumore diventa eufonia, scatenando diversi ormoni a livello celebrare, uno tra questi la dopamina. La dopamina agisce sul sistema nervoso provocandoci piacere. Lo stesso vale quando degustiamo qualcosa che ci aggrada. Nel momento in cui assaggiamo, il cervello riceve uno stimolo che ci restituisce appagamento”. Del resto “da che mondo e mondo – ha chiosato Paone – tutti sappiamo, che ogni banchetto che si rispetti ha come sfondo un’esecuzione musicale”.

Spaziando fra gastronomia, musica e scienza, il gioco di riflessioni e rimandi ha provocato scintille tra le papille gustative di tutti gli spettatori che, dopo il dialogo, hanno assaporato gustose scaglie di Grana.

CIMOreporter – Ginevra Galli

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