BLOGmeter e la Social TV

Spiare le conversazioni sui social può diventare un lavoro? Ebbene si, è proprio questa la carriera che ha intrapreso Alessandra Scomparin, ex studentessa CIMO, che lavora oggi come social media analyst presso Blogmeter. Alessandra, insieme al dottor Alessandro Bignardi, è stata ospite del corso mesch della professoressa Fanchi e ci ha svelato cosa significa lavorare in un’azienda come Blogmeter, che con la sua ricca offerta di prodotti e servizi, che vanno dal Social Listening al Social Tv Meter, si è guadagnata un posto in prima linea nel complesso panorama mediale contemporaneo.

Fenomeni come la digitalizzazione, la multimedialità e soprattutto il web 2.0, hanno portato a grandi e rapide evoluzioni che hanno investito non solo il ruolo dell’utente, abilitato sempre di più a interagire, condividere e creare, ma anche quello delle istituzioni mediali che devono reagire creativamente al nuovo contesto, aggiornando strategie, modelli di business e rapporti con un’audience sempre più attiva. Tra i fenomeni più significativi c’è senz’altro quello della Social TV, esperienza sociale del contenuto televisivo, che permette agli spettatori di relazionarsi in modo nuovo tra loro e con la televisione, sviluppando interazione e socialità a partire dai contenuti televisivi. Questo fenomeno ha obbligato a rivedere i meccanismi tradizionali di misurazione dell’audience (Auditel) e a prendere in considerazione nuovi strumenti quali le metriche della Social Tv.

L’attività sui social è una fonte incredibile di dati e informazioni sul sentire del pubblico rispetto a brand e programmi e com’era prevedibile non c’è voluto molto perché qualcuno si accorgesse del suo enorme potenziale e ne facesse il core del suo business. Ecco che tra i nuovi soggetti in gioco si erge con forza Blogmeter, azienda leader in Italia nella Social Media Intelligence, che si occupa di gestire, monitorare e analizzare i flussi di conversazioni e interazioni sui social media. Tra i servizi più interessanti dell’azienda c’è la piattaforma di Social Listening, che analizza la percezione di un brand e fornisce consigli per migliorare la strategia di marketing e comunicazione e quella di Social Analytics che analizza la presenza e il livello di attività sui social di un’azienda, confrontando le sue performances con quelle dei competitors e offrendo, anche in questo caso, un supporto per ottimizzare la strategia.

Con la Real time discovery and engagement platform  Blogmeter è capace di monitorare in tempo reale le conversazioni su Twitter, il social network più usato nella Social Tv in Italia, e lo fa attraverso diverse metriche: numero di followers di un programma (la metrica su cui si investe meno, data la possibilità di acquistarli), total engagement, unique impression, ossia il numero di utenti raggiunti, reach potenziale e altri. Mentre la dottoressa Scomparin ci mostra operativamente l’utilizzo delle metriche ecco che scopriamo tra i più vincenti il programma Amici di Maria de Filippi che, grazie all’articolazione della fruizione tra show live e visione quotidiana riesce a raggiungere molti utenti e con la leggerezza che lo caratterizza riesce a generare molte conversazioni. È di certo più facile per l’utente commentare uno show leggero piuttosto che un programma impegnato come Report, che richiede un’articolazione di pensiero maggiore. Sorge quindi spontanea la domanda: esistono generi più adatti di altri ad alimentare il fenomeno della Social Tv? Lo show live ha un potenziale maggiore poiché ingaggia e stimola l’utente in un momento ben preciso, mentre il problema delle serie tv è legato spesso alla frammentazione della fruizione, che include quella illegale, quella su canali di nicchia e la semplice fruizione in differita. Va detto però che ogni caso è a sé e le strategie vincenti possono essere tante, così la serie Don Matteo punta sulla forza dell’attore Terence Hill che richiama un target adulto facendo leva sul sentimento nostalgico e supera un programma come le Iene, che forse sbaglia, aggiungendo all’appuntamento fisso serale della domenica un appuntamento settimanale variabile, e rischia di disorientare l’utente.

Last but not least il tool SocialTVMeterLive con cui l’azienda è capace di valutare in modo ancora più preciso l’attività dei programmi tv sui social, osservando i picchi di buzz durante la messa in onda e valutando i kpi social per ogni programma. La metodologia in questo caso è importante, Blogmeter decide di impostare l’osservazione sulla messa in onda e non sulle ore precedenti e posteriori e la ricerca passa attraverso le pagine e i profili ufficiali di Facebook e Twitter, gli hashtags ufficiali e quelli non ufficiali, ossia gli hashtags spontanei più citati del momento che è importante tenere in considerazione. Il  tool permette di confrontare anche le performances dei diversi episodi e programmi e classificare programmi e personaggi più discussi.

È significativo scoprire che mentre le aziende si muovono più velocemente e usufruiscono di questi prodotti, la tv italiana rimane l’istituzione più lenta e restia, anche a causa dello standard Auditel che resiste solido. Il mondo cambia in fretta e  Blogemeter cavalca l’onda,  è l’esempio italiano virtuoso di un’azienda che ha saputo cogliere il nuovo e configurare la sua identità adattandosi ad esso.

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Alessandra Scomparin parla agli studenti CIMO

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