SANREMO 2016, IL RIFLESSO DEL NOSTRO PAESE

Cari telespettatori, come ogni anno since 1951, è arrivato l’appuntamento con il Festival di Sanremo. La prima serata verrà trasmessa il giorno 9 febbraio sugli schermi di Rai Uno, come da tradizione. Il Professor Luca Monti (docente coordinatore del Mec Master Eventi Culturali di ALMED-Università Cattolica del Sacro Cuore e accreditato per la rivista Revolart.it) ci ha gentilmente concesso un’intervista pre-festival. Egli sarà presente al Teatro Ariston per tutta la durata dell’evento, nelle vesti di giornalista. Sanremo, da sempre spaccato a metà fra entusiasmo e critica, è riflesso del nostro paese. Tramite il Festival, non solo viene apportato valore artistico-culturale alla nostra amata Italia, ma vengono dipinte anche delle somiglianze con essa.

Che ci piaccia o no, il Festival di Sanremo è anche sinonimo di Italia. Dal punto di vista artistico-culturale, qual è il punto di forza di questo evento?

“Il Festival racconta la nazione. L’Italia è un paese di artisti, di eccellenze geniali, di creativi, un paese dove intimamente in ciascuno regna la bellezza. Non è un caso che ci ritroviamo nella vera “festa nazionale italiana” per una settimana intorno alle canzoni di Sanremo, un trionfo di leggerezza, ma anche di lavoro, di moda, di giornalismo, di tendenze made in Italy. Tutto questo è solo apparentemente un mondo vanesio e superficiale, in realtà è qualcosa che lavora nel nostro essere italiani, un popolo di festaioli, che ha voglia di cantare, ama il mare e i fiori. Il Festival è una ricetta che contempla tutti questi ingredienti, senza tralasciare il sogno, il sogno dell’amore che spesso è protagonista delle canzoni.”

Ogni anno c’è sempre grande aspettativa nei confronti del Festival, tuttavia non sono mai mancate anche le critiche e i giudizi negativi. Perchè ne consiglierebbe la visione ai telespettatori italiani?

“Il Festival che si vede in televisione è uno spettacolo bello, veloce, pieno di ritmo. La conduzione di Carlo Conti è molto brillante, semplice, ma molto giusta, misurata. Poi la scenografia, la regia, le luci mantengono un’ottima qualità; la Rai che è di fatto, più delle case discografiche, la vera regina del Festival, confeziona uno spettacolo classico, stile, varietà della tradizione, soprattutto giovedì nella serata cover. Lo scorso anno si sono viste anche delle performance degli ospiti italiani e stranieri, una straordinaria eleganza degli abiti. Da ultimo, pur senza dimenticare la situazione difficile del paese, io penso che valga la pena di sospendere un po’ questa ondata di talk show politici e, insomma, sia lecito svagarsi per qualche giorno.”

In merito ai Big in gara sarà presente un corposo mix di generi e generazioni. Che ne pensa di questa miscela di talenti? Potrebbe esser una strategia per coinvolgere più target differenti?

“La scelta dei cantanti corrisponde a precisi criteri di mercato, target di potenziale pubblico, immancabili giovani dei talent, le nuove proposte vincenti dell’anno prima, dei grandi eroi intramontabili, qualche cavallo di razza, degli outsider di talento. Non dimentichiamo che lo spettacolo è un grande business, è in onda in diversi paesi del mondo e deve accontentare pubblici diversi che amano il “nazional popolare melodico”. Tuttavia c’è sempre qualche bella sorpresa, qualche inaspettato colpo di genio, come fu lo scorso anno Giovanni Caccamo, Nek, o come certamente avremo da Elio e da Morgan quest’anno. Sarebbe bello vedere in gara al Festival i “più grandi”, come Ferro, Pausini, Vasco, Biagio Antonacci, Battiato, Jovanotti…ma sembra che loro siano più legati al mondo della produzione discografica, che non ama rischiare e non permette tanto di andare in gara.”

A questo punto non ci resta che cominciare la visione del Festival. Avremo presto un feedback dal Professor Monti che ci racconterà questo Sanremo 2016, perciò….stay tuned!

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