Comunicazione e storytelling: l’incontro con Eniday.com

La comunicazione può essere una buona storia? La mission di Eni, che ha appena inaugurato il nuovo magazine online EniDay, sembra rispondere positivamente. Ne hanno parlato lunedì 5 ottobre in Triennale, a Milano, Marco Bardazzi, direttore della comunicazione esterna di Eni, Gianni Riotta, editorialista de La Stampa, David Bowen, fondatore e senior consultant di Bowen Craggs&Co e Shane Snow, autore e fondatore di Contently.

Da sempre la multinazionale che opera nel settore dell’energia presenta una particolare attenzione per il mondo digitale, tanto da lanciare questo nuovo progetto, incentrato sulle nuove sfide dell’energia sostenibile (tutte le informazioni qui).

Come ha ricordato Marco Bardazzi è in gioco “il passaggio da una comunicazione broadcast a una più condivisa”. In effetti, la comunicazione (che sia di un’azienda o di un privato) non può più limitarsi al lancio di una news, ma necessita del confronto, di un dialogo con chi la riceve. E in questo rapporto, la narrazione è fondamentale. In poche parole: che senso avrebbe comunicare se non ci fosse una “bella storia” da raccontare?

Su questa linea ha continuato il giornalista Gianni Riotta, che è partito dal concetto di comunicazione che dovrebbe stare alla base del mondo del giornalismo attuale: “Non sperate di risolvere il vostro debutto digitale delegando a qualcuno la vostra comunicazione, perché tutti possono comunicare. Siate protagonisti in prima persona”. Non un compito da affidare ad un team di esperti, quindi, ma mettere in gioco innanzitutto se stessi.

“Il primo luogo dove le persone trovano le informazioni sul vostro brand è il web. Può bastare?”. Ha iniziato così il suo intervento David Bowen, sottolineando l’importanza di una presenza completa di un’azienda nel mondo digitale. E ha continuato: “Il peggiore errore per un’azienda è copiare siti belli ma che nulla hanno a che fare con il proprio messaggio”. Un sito, quindi, deve essere “utile, informativo, grand-building e coinvolgente”.

Quindi, qual è il ruolo dello storytelling nella comunicazione dei giorni nostri? Ha provato a rispondere Shane Snow, fondatore di Contently (che sta collaborando con grande motivazione al progetto di EniDay): “La narrazione non è solo uno strumento per il marketing, è un’opportunità di cambiamento”. E ha proseguito: “Noi siamo stati fatti per raccontare storie e il racconto riveste un’importanza cruciale nel processo di fidelizzazione del pubblico”. L’unico obiettivo dello storytelling, quindi, “non è il business ma la creazione di engagement”.

La lezione di Eni è decisamente chiara: a che serve diventare l’azienda più redditizia del mondo se non si hanno storie da raccontare? La comunicazione, quindi, può essere davvero una bella storia. Basterebbe iniziare a raccontarla.

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