Ci_polla, tra personal branding e giornalismo partecipativo

Il 17 ottobre 2014, Paola Sucato, in arte Ci_polla è stata ospite del corso di Storia Culturale dei Media Audiovisivi. Descrivere la sua attività non è facile: come molte blogger che operano nel contesto complesso dei media digitali, Paola Sucato è infatti una comunicatrice a trecentossesanta gradi: non solo food blogger, ma esperta di media, responsabile di strategie digitali, organizzatrice di eventi, autrice e molto altro.

In questo Sucato interpreta esemplarmente la condizione attuale dei professionisti della comunicazione: impegnati contemporaneamente su molto fronti, portatori di skill differenti ed esperti nell’uso di tutti gli strumenti della comunicazione.
Proprio riguardo all’uso degli strumenti digitali e dei social network Paola Sucato è molto chiara: “Bisogna usarli tutti, ovviamente non bisogna dimenticare che sono strumenti e come tali vanno utilizzati”. Paola Sucato sottolinea quanto sia importante per un blog curare in ugual modo il proprio spazio online e le pagine Facebook e Twitter; queste non devono essere utilizzate solamente per fini pubblicitari, ma come estensione della propria comunicazione. Un dato infatti è certo per Sucato: i media sono, appunto, solo strumenti; per farli funzionare, oltre a un uso appropriato, è anche necessario che ci siano delle idee: un pc, un tablet, uno smartphone senza la nostra inventiva non sono niente. Poi una serie di indicazioni più pratiche.

  • La prima: per essere buoni comunicatori, occorre aver voglia di comunicare. C’è una componente che non si può insegnare ed è appunto l’esigenza di condividere con gli altri dei contenuti. Un consiglio è quindi essere attivi negli spazi del web indipendentemente dalla propria attività lavorativa.
  • Il secondo consiglio riguarda l’autenticità: i tatticismi sono inutile, rendono la comunicazione artificiosa; una buona comunicazione è, invece, una comunicazione autentica.
  • Terzo, la comunicazione è un fatto di relazione. Sembra un dato ovvio, ma è importante tenerlo presente. Occorre sintonizzarsi con cui ci legge o ci ascolta o ci guarda: comunicare non è solo scrivere e parlare, ma è soprattutto saper ascoltare e osservare. Per Paola Sucato ci troviamo in un momento meraviglioso, nel quale torna al centro la relazione e la condivisione.

Parlando di Instagram, abbiamo chiesto a Paola Sucato quale fosse la sua opinione riguardo al trend “food” che ormai sta spopolando sulle principali piattaforme social: #foodporn supera i 3 milioni e 500000 tags. Per Sucato non vi è nulla di nuovo in questo fenomeno, solo non si aveva in precedenza l’idea precisa delle dimensioni. Ecco qual è la novità del nostro tempo: abbiamo la capacità di tenere sotto controllo numeri, persone, immagini.
Altro argomento discusso è stato quello del successo e della popolarità grazie ai blog. In Italia abbiamo tantissimi esempi di blogger famosi. Anche nel caso dei blog più famosi e seguiti, la Sucato tende a precisare che l’elemento fondamentale sono i contenuti. Non necessariamente una fashion blogger cuce, un travel blogger viaggia e una food blogger cucina. Ciascuno di loro ha però trovato il modo per raccontare in una forma originale e sintonica a chi li segue un mondo.
Il caso del blog di ricette alla quale la Sucato sta lavorando in vista di Expo 2015 è emblematico. Il blog nasce dall’idea di mettere in rete food blogger che vivono e lavorano in tutte le parti del mondo. Da un lato vi è dunque un’apertura globale e il desiderio di valorizzare le tradizione culinarie come un’espressione culturale primaria e fondamentale delle comunità; dall’altro l’attenzione all’ambiente, non solo enunciata in astratto ma tradotta in modo concreto. Ad esempio, per ogni ricetta viene indicata l’impronta ecologica, ovvero l’impatto ambientale che quel tipo di preparazione richiede. Quindi racconti diversi per contesti diverse. E racconti diversi per persone che ci si deve sforzare di conoscere e di comprendere.

Paola Sucato

Paola Sucato a lezione durante il corso di Storia Culturale dei media audiovisivi della prof.ssa Mariagrazia Fanchi.

17 ottobre 2014
Università Cattolica del Sacro Cuore,
Largo Gemelli 1, 20123 Milano

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