Apple - Steve Jobs

APPLE: LA STORIA DI UN MARCHIO RIVOLUZIONARIO

Il vostro computer, il vostro cellulare, probabilmente lo stesso dispositivo da cui state leggendo questo articolo è marchiato Apple. E se anche fino ad ora non ho avuto ragione, sono certa che la maggior parte delle vostre conoscenze abbia almeno un dispositivo con l’iconica mela morsicata. Ma vi siete mai chiesti cosa spinge milioni di persone a mettersi in coda fuori dagli Apple Store ad ogni nuovo lancio di iPhone?

In occasione dell’appena ricordato anniversario della morte di Steve Jobs, questo articolo si pone di comprendere come egli sia riuscito a posizionare la sua azienda tra i leader nel settore high tech senza fare troppo affidamento sulla tecnologia, ma piuttosto focalizzandosi sull’adempimento di una potente strategia imprenditoriale

“QUANTO È COMPLESSO ESSERE SEMPLICI”

La grandezza del brand di Jobs risiede primariamente nella sua semplicità

Sin dai primi modelli di computer realizzati insieme a Wozniak, Steve Jobs si è sempre impegnato per rendere l’esperienza dell’utente il più lineare e semplice possibile. Arrivò infatti a battersi per la costruzione di una struttura migliorata, che avrebbe permesso ai clienti di usufruire immediatamente del computer appena rimosso dalla scatola, già all’epoca dell’Apple II (1977). 

La sua stessa idea, rivelatasi poi disastrosa, di togliere la ventola di raffreddamento dall’Apple III perché ritenuta poco elegante, è emblematica rispetto al pensiero anticonvenzionale dell’imprenditore, che vedeva nella semplicità la chiave per il successo del brand.

Questa attenzione maniacale alla rimozione del superfluo sottendeva una filosofia user-centered rivoluzionaria, che, per la prima volta nella storia, vedeva una azienda high-tech prediligere la fluidità e la piacevolezza dell’esperienza utente alla complessità della tecnologia. Per la prima volta, l’innovazione tecnologica non voleva essere solo potente, ma anche accessibile. 

(Se ti interessa approfondire questo argomento, ti suggeriamo la lettura di TECNOLOGIA E ACCESSIBILITÀ: APPLE ABBATTE LE BARRIERE).

La chiara e innovativa vision proposta da Jobs, che sfidava l’estetica dominante proponendo un design minimalista, ha contribuito a rendere i prodotti Apple immediatamente riconoscibili, operando una grandiosa differenziazione nel mercato.

“L’INNOVAZIONE DISTINGUE UN LEADER DA UN FOLLOWER”

Questa grande differenziazione, operata a partire dal design del prodotto e dalla user experience, venne poi consolidata in un forte posizionamento sul mercato, ascrivibile alla magistrale opera di comunicazione del brand operata dallo stesso Steve Jobs.

Dopo essere stato cacciato dalla sua stessa azienda nel 1985, Jobs rientrò in scena a metà degli anni Novanta e, per far fronte alla terribile crisi che la compagnia stava affrontando, lanciò nel 1997 la campagna “Think Different”. 

Questa campagna rivoluzionò non solo l’immagine di Apple, ma tutto il mondo degli spot televisivi più in generale: essa consisteva infatti in un’associazione diretta tra l’idea del genio innovatore anticonvenzionale e lo stesso brand Apple, posizionando l’azienda nell’archetipo dell’Innovatore all’interno dell’immaginario collettivo di ogni persona. 

Questa associazione risultò tanto forte da strutturare una brand identity che nessuno sarebbe più stato in grado di smuovere. Un’identità così salda e coerente che provocò la nascita di un forte senso di appartenenza e lealtà al marchio nei clienti Apple, tanto da formare una vera e propria comunità di marca. 

(Se vuoi scoprire tutte le più grandi campagne di comunicazione operate da Apple, ti invitiamo alla lettura del seguente articolo sul nostro blog: LE CAMPAGNE DI APPLE: DA “WON’T BE LIKE 1984” A “WHAT’S YOUR EMERGENCY?”).

“PER CAMBIARE IL MONDO BISOGNA AVERE FEDE NELLE PERSONE”

Apple ha poi consolidato il suo posizionamento nel tempo attraverso la costruzione di un brand forte, saldo e coerente. Ogni suo aspetto è stato curato nei minimi dettagli, a partire dal nome fino ad arrivare alle politiche di pricing, così da fornire ai clienti un’esperienza uniforme e soddisfacente.

Lo stesso nome del brand ha un peso specifico considerevole nel determinare l’immagine del marchio nell’immaginario collettivo delle persone. Infatti, non solo la parola “apple” produce un effetto fonetico fresco e veloce in chi la pronuncia, ma suscita anche delle associazioni significative con alcuni miti (la mela di Newton, la mela di Adamo ed Eva) connessi ai valori di ribellione, anticonvenzione e innovazione a cui il marchio è da sempre associato. 

Per lo stesso motivo, la scelta del logo risulta significativa. Rispecchia i valori del brand e lo differenzia notevolmente rispetto al mercato concorrenziale, confermando il suo posizionamento innovativo. 

Infine, le stesse politiche di pricing adottate dalla compagnia risultano pensate appositamente per conferire coerenza e uniformità al brand. L’utilizzo di prezzi che terminano con cifra tonda (59.00€) evoca nei clienti una sensazione di semplicità, caratteristica che da sempre ha contraddistinto il marchio. Inoltre, provoca negli acquirenti il cosiddetto effetto lusso, richiamando l’attenzione di coloro che non hanno bisogno di sconti e conferendo così al marchio uno status elevato.

“STAY HUNGRY, STAY FOOLISH”

Concludendo, possiamo quindi affermare che Steve Jobs e il suo brand siano in grado di fornire una lezione di marketing e branding senza precedenti

La storia di questo marchio fornisce una chiara dimostrazione di come una vision forte e innovativa, dei valori condivisi e un’identità salda siano la chiave per costituire un’impresa vincente. 

Attraverso le sue azioni e la sua rete di collaboratori, Jobs è riuscito a consolidare il suo brand nel mercato attraverso una chiara differenziazione, un saldo posizionamento e una strutturata costruzione del brand, arrivando ad ottenere un posto fisso tra i leader di settore.

Ora tocca a voi: fate tesoro della preziosa lezione imprenditoriale che Steve Jobs ci ha fornito e applicate tali insegnamenti al vostro brand!

Ma soprattutto ricordate: stay hungry, stay foolish!.

Silvia Mottadelli