DAL GRANDE SCHERMO ALLO SCAFFALE: IL CASO WONKA NEL REVERSE PRODUCT PLACEMENT

Nel marketing contemporaneo non si vendono più solo prodotti, ma si progettano esperienze. il consumatore non cerca semplicemente qualcosa da acquistare, ma qualcosa da vivere, ricordare e condividere. È questo il principio alla base dell’experiential marketing, dove il consumo diventa parte di un racconto più ampio. 

In questo scenario, il confine tra finzione e realtà diventa sempre più sottile, fino quasi a scomparire. Il cinema, in particolare, non è più solo intrattenimento: è un generatore di mondi e desideri pronti a essere tradotti in esperienze concrete.

Dentro questo scenario prende forma una dinamica sempre più rilevante: il reverse product placement, una strategia in cui elementi nati all’interno di opere narrative (come film, serie o libri) vengono trasformati in prodotti reali destinati al mercato. Non è il brand a entrare nella narrazione, ma è la narrazione stessa a uscire dallo schermo per trasformarsi in prodotto.

A differenza del product placement tradizionale, dove un marchio entra nella narrazione, qui accade il contrario: è la narrazione a generare il marchio. Si tratta di un processo “inverso”, in cui l’immaginazione precede il consumo e ne guida le dinamiche.

È qui che emerge il caso di Willy Wonka, figura iconica che incarna perfettamente questo passaggio tra immaginazione e mercato. 

Nato tra le pagine di Charlie and the Chocolate Factory e poi consacrato sul grande schermo, il mondo di Wonka ha costruito negli anni un immaginario collettivo potentissimo. Fabbriche surreali, dolci impossibili, colori e sapori fuori da ogni logica reale: tutto contribuisce a creare un’esperienza che lo spettatore desidera vivere.

Con l’uscita dei film, il pubblico non si è limitato a guardare: ha iniziato a cercare modi per “entrare” in quella storia. Ed è proprio qui che il mercato si inserisce, trasformando il desiderio in prodotto.

In occasione dell’uscita del primo adattamento cinematografico Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato nel 1971, con Gene Wilder nel ruolo di protagonista, The Quaker Oats Company finanziò la produzione del film con l’obiettivo di realizzare dolci ispirati alla narrazione. Per farlo, venne creata la Willy Wonka Candy Factory, segnando uno dei primi esempi concreti di reverse product placement.

Per il lancio del film furono prodotti snack al burro d’arachidi chiamati “Super Skrunch” e “Oompa Loompa”. Solo nel 1975 venne finalmente realizzata la “Wonka Bar”, ossia la celebre tavoletta di cioccolato vista sullo schermo.

Nel 1988, Nestlé acquisì il marchio e creò una divisione commerciale dedicata ai prodotti Wonka, rinominata Willy Wonka Candy Company.

Nel 2018, Nestlé ha venduto il marchio Wonka alla Ferrara Candy Company, sussidiaria del gruppo italiano Ferrero.

Oggi, prodotti iconici come “Nerds” e “Gobstopper” vengono ancora venduti, ma senza più il marchio Wonka sulle confezioni.

Il successo di questa strategia si lega alla capacità di trasformare il consumo in esperienza. Non si acquista solo cioccolato, ma un frammento di storia, un ricordo, una sensazione

Il caso Wonka dimostra che oggi la narrazione è una leva strategica capace di generare valore economico reale. Non è più solo intrattenimento, ma un motore di desiderio e consumo. La fantasia, quando è abbastanza potente, non resta confinata al cinema: diventa esperienza quotidiana.

Valeria Piazzolla

HOW ESSELUNGA EQUILIBRIO REINVENTED ITS WELLNESS STRATEGY

Walking into any Esselunga store is more than a simple grocery run, it is a lesson on how a company can stay relevant for 69 years. 

Continua a leggere

LA TRASFORMAZIONE DELLA BRAND IDENTITY DI ADECCO: COSA SIGNIFICA “REAL WORK. REAL PEOPLE.”

Grazie al Take Flight Program, noi CIMERS siamo entrati nella sede di The Adecco Group Italia in un momento cruciale di brand transformation, osservando da vicino come evolve un brand internazionale.

Continua a leggere
Babbo Natale

COCA-COLA: CRONACHE DI UNA RIVOLUZIONE NATALIZIA

Le luminarie incontrate per le vie della città mentre si torna a casa dopo una lunga giornata di lavoro, rami di pino e vischio che decorano le vetrine dei negozi e un avvolgente atmosfera familiare e nostalgica ovunque si guardi. Questo è il Natale. Ma se vi dicessi che, nel definire alcuni tra gli elementi più caratteristici di questa festività, il marketing ha avuto un ruolo fondamentale? La semplice risposta alla domanda “qual è il colore del natale?” inquadra la vittoria definitiva del marketing di Atlanta.

Continua a leggere
Coco Chanel

UNA NUOVA ELEGANZA FIRMATA CHANEL

Una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito”. Questa affermazione, proveniente dalla stessa Gabrielle “Coco” Chanel, racchiude in sè l’anticonvenzionale filosofia del suo stesso marchio, che riflette e, in qualche modo, anticipa la nascente emancipazione femminile dell’epoca. Ma come ha fatto Coco Chanel a diventare un’icona globale, trasformando la sua casa di moda in un simbolo di eleganza rivoluzionaria? 

Continua a leggere
Lavazza

LAVAZZA: UN MARKETING TUTTO ALL’ITALIANA

Una bella mattina del 1895 a Torino, apre la prima Drogheria Lavazza in via San Tommaso. Nessuno aveva idea di quello che sarebbe diventato, ma una cosa era certa: il fondatore Luigi Lavazza era un uomo pieno di inventiva e passione per il proprio lavoro che avrebbe trasformato un nome in un grande impero.

Ti sei mai chiesto come nascono le grandi aziende e come fanno ad ottenere tutto questo successo? Oggi approfondiremo l’origine e la diffusione del marchio Lavazza, scoprendo come riesce ancora oggi ad arrivare al cuore degli italiani.

Continua a leggere
Apple - Steve Jobs

APPLE: LA STORIA DI UN MARCHIO RIVOLUZIONARIO

Il vostro computer, il vostro cellulare, probabilmente lo stesso dispositivo da cui state leggendo questo articolo è marchiato Apple. E se anche fino ad ora non ho avuto ragione, sono certa che la maggior parte delle vostre conoscenze abbia almeno un dispositivo con l’iconica mela morsicata. Ma vi siete mai chiesti cosa spinge milioni di persone a mettersi in coda fuori dagli Apple Store ad ogni nuovo lancio di iPhone?

Continua a leggere