GIULIA MENGOLINI: LA FORZA DELLA CONDIVISIONE

È un’esigenza sempre più diffusa quella di de-stigmatizzare alcune patologie, parlandone senza suscitare senso di colpa o vergogna. Questo è l’obiettivo che Giulia Mengolini sta portando avanti sulla sua pagina Instagram: il diabete non deve essere un tabù.

Si tratta di una giornalista e blogger trentenne affetta da diabete di tipo 1 dal 2014. Qualche anno dopo, nel maggio 2019, ha deciso di aprire una pagina Instagram (@senzazuccheri_aggiunti) per raccontare la sua esperienza con il diabete, diventando nel giro di poco tempo un punto di riferimento per moltissime persone.

Spesso si associa il diabete ad una malattia che colpisce solo le persone anziane e che hanno un regime alimentare squilibrato dato dall’eccessivo consumo di zuccheri. Io per prima fin da piccola ho sentito molte volte la frase “se continui a mangiare caramelle ti verrà il diabete”. Ma la verità è che non è così: in realtà sono molti i ragazzi colpiti in età preadolescenziale, nonostante siano giovani e abbiano uno stile di vita sano. Nella maggior parte di questi casi si tratta di diabete di tipo 1, una patologia di origine autoimmune dipendente da un’alterazione del sistema immunitario che comporta la distruzione di cellule dell’organismo riconosciute come estranee e verso le quali vengono prodotti degli anticorpi (diversamente dal diabete di tipo 2 le cui cause sono di tipo ereditario e ambientale). Non esiste una cura: l’unica soluzione è l’iniezione di insulina.

Ed è a questo tipo di diabete a cui Giulia fa riferimento, cercando di normalizzare alcuni passaggi di routine necessari nella vita di un diabetico. Innanzitutto ci apre gli occhi sulla difficoltà che molti ragazzi devono affrontare: «a 25 anni non volevo dipendere da niente e nessuno, figuriamoci da iniezioni quotidiane, figuriamoci per sempre. E poi stavo bene, non volevo diventare malata», scrive in un suo articolo. In poco tempo ci si ritrova ad essere trasportati in una realtà che non si era messa in considerazione. Diventa quindi necessario prendere dimestichezza con aghi, misurazioni e preoccupazioni.

Fondamentale è l’accettazione di questa patologia: Giulia sottolinea l’importanza di reagire. Questo significa non nascondersi, non avere paura di essere giudicati o guardati male perché si indossa uno strano aggeggio sul braccio, Giulia dimostra che non c’è nulla di cui vergognarsi, postando numerose foto in cui si inietta insulina per strada o al mare sul lettino.

Sottolinea l’importanza di una community dove condividere dubbi, insicurezze, consigli, ma soprattutto dove trovare un sostegno morale per non abbattersi mai. Nei suoi post Giulia condivide con i followers anche i suoi stati d’animo: l’ansia per l’andamento della glicemia dopo un pasto ricco di carboidrati, la frustrazione di un aumento improvviso di zuccheri e gli attimi di paura in cui l’ipoglicemia le fa tremare le mani o in cui fa fatica a stare in piedi, ma anche la gioia di vedere sul display del lettore un numerino verde che indica che la glicemia è nei range stabiliti e la soddisfazione di mangiare una pizza senza sensi di colpa. Un turbinio di emozioni traballanti che nella vita di un diabetico sono all’ordine del giorno.

La condivisione è uno strumento importante per non sentirsi soli, per trovare persone che possano capirci e aiutarci. «Non sopporto sentir dire che la malattia è un’opportunità, che grazie a lei siamo migliori […] Il diabete è una sfiga e non gli sono certo riconoscente, però mi ha dato la possibilità di conoscere la mia forza. E condividerla».

Rebecca Rebughini