IL FENOMENO RUPI KAUR, LA POETESSA SOCIAL CHE DEMOLISCE I TABU’

Poetessa, scrittrice e illustratrice, Rupi Kaur è una femminista convinta, un’artista poliedrica, una donna forte e orgogliosa. Si è fatta strada nel mondo complesso della poesia con naturalezza e potenza, fino a diventare, nel 2017, con la sua prima raccolta di poesie intitolata “Milk and Honey”, l’autrice più letta negli USA.

Rupi Kaur, classe 1992, è una poetessa canadese di origini indiane, immigrata da bambina con la sua famiglia a Toronto. Si definisce intersectional femminist, termine che viene usato per indicare quelle donne che nella loro vita devono affrontare diversi problemi, dal razzismo al sessismo.

Il suo viaggio nella scrittura parte all’incirca nel 2013 quando su Instagram inizia a condividere alcune poesie. Sono tanti i temi e le idee che le permeano: amore, stupro, alcolismo, trauma, femminismo, dolore e guarigione.

“Il dolore che tutte le persone sperimentano nella vita e la luce che le aiuta a superare tutto ciò, le loro vite e le loro storie e il loro amore e la volontà di continuare a vivere sono ciò che mi spinge a scrivere”, dice Kaur. Le piace particolarmente scrivere poesie di empowerment: “è come diventare la mia migliore amica e darmi i consigli di cui ho bisogno”.

Sono per lo più frasi brevi, affermazioni concise, che come il “m’illumino d’immenso” ungarettiano o gli haiku giapponesi sanno catturare l’essenza dei significati in modo semplice e diretto.

Un altro aspetto interessante della poesia di Kaur è il suo uso delle minuscole e dei periodi: “nella scrittura gurmukhi (uno dei due alfabeti con i quali viene scritta la lingua punjabi, ndr) tutte le lettere sono trattate allo stesso modo. Mi piace quanto ciò sia semplice, simmetrico e assolutamente diretto! È una rappresentazione visiva di ciò che vorrei vedere di più nel mondo: l’uguaglianza“.

Le sue poesie rievocano nei lettori immagini rapide ma intense, richiamano le emozioni di quei frangenti e testimoniano quelle sue verità. Le sue poesie a volte sono così potenti da provocare spasmi come un pugno in pieno stomaco, altre volte così struggenti da suscitare lacrime, e poi ci sono quei versi di rinascita e coraggio che, al pari di una seduta dal terapista, svuotano la mente e fan sentire subito meglio.

Spesso queste poesie vengono affiancate ad alcuni disegni in bianco e nero che, seguendo lo sviluppo del componimento, ne amplificano la portata e ne rendono ancora più immediata la comprensione al lettore.

Per il suo stile semplice Kaur è stata criticata profondamente e additata come non-poetessa, troppo modesta ed elementare per vederle attribuito quella qualifica! Lei non si è lasciata abbattere dalle critiche e, sicura per la sua strada, ha pubblicato altre due raccolte di poesie che nuovamente hanno riscosso un enorme successo.

Sebbene si sia fatta un nome grazie alle sue poesie, la fama iniziale di Kaur su Instagram non aveva nulla a che fare con queste. È diventata virale, infatti, per una sua foto dal titolo “sfida un tabù” in cui viene fotografata sdraiata su di un letto, di spalle, con il sangue mestruale che le aveva macchiato i pantaloni della tuta. Instagram ha rimosso l’immagine immediatamente, perché violava le linee guida della comunità. Ma la poetessa in segno di rivolta ha ripostato la foto, sottolineando l’ipocrisia e l’ambivalenza della piattaforma social, scrivendo così nella didascalia: “Non mi scuserò per non alimentare l’ego e l’orgoglio della società misogina che vuole il mio corpo in biancheria intima ma non accetta una piccola perdita”.  Il suo post è stato condiviso e ri-condiviso e Instagram ha ceduto, ha ripristinato la sua foto e si è scusato.

La poetessa è ormai solita ricordare quel momento con il sorriso, ammette di aver beneficiato di quell’attenzione mediatica e, in riferimento ai suoi seguaci, afferma: “Sono stati attirati dalla foto ma sono rimasti per le poesie”.

Per lanciare la sua seconda raccolta di poesie intitolata “The Sun and Her Flowers”, ha allestito una performance teatrale al Tribeca Performing Arts Center di New York davanti a una folla (tutto sold-out) di oltre 900 persone disposte a spendere dai 75 ai 100 dollari solo per vederla. Beyoncé, Rihanna e Drake hanno suonato prima che la giovane poetessa salisse sul palco con un abito che arrivava appena sopra il ginocchio. Era qualcosa che le dava da pensare, sapendo che suo padre sciita era tra il pubblico. “È la cosa più corta che abbia mai indossato davanti a lui, pensavo, le mie gambe! Non ha mai visto le mie gambe prima d’ora!”.

Dice una fan, a cui si chiede il motivo dell’enorme successo della giovane,  “penso che il successo di Rupi sia dovuto  perchè ogni volta che leggo le sue poesie, ho lo stesso pensiero: questo è esattamente come mi sento, ma non ho mai saputo come dirlo. Le sue parole fanno sentire le persone, specialmente noi donne, al sicuro e comprese”.

Kaur ha iniziato a scrivere Milk and Honey quando aveva 18 anni. Ora, a 29 anni, non nega di aver superato alcuni dei suoi primi lavori, ma non si vergogna di tutto ciò che ha scritto: “Siamo cresciuti in un’epoca in cui ogni nostra mossa viene registrata e documentata per sempre e in questo si cela l’idea che non è permesso commettere errori, ma come dico sempre se non fai errori, non stai nemmeno crescendo“.

Da bambina, Kaur aspirava ad diverse professioni: astronauta, stilista o forse assistente sociale. Ogni anno scolastico aveva un’infatuazione diversa. Ma un sogno d’infanzia è rimasto con lei durante gli anni: il desiderio di “salvare il mondo come tutti i miei personaggi preferiti dei libri”.

E come se non proprio tramite le parole?

Carolina Battaglini