LUSSO E SOSTENIBILITÀ: MODA O NECESSITÀ?

L’industria della moda come slancio verso un universo sostenibile fa storcere il naso se si pensa al fast-fashion e alla moda compulsiva. La musica cambia quando si parla di lusso e sostenibilità ambientale.

L’eco-sensibilità, la sostenibilità ambientale, sono tutti termini e concetti abusati nel linguaggio comune, spesso utilizzati privi di cognizione di causa o senza che ne venga fatta una riflessione meditata circa il loro vero significato. Addirittura, tali concetti vengono, talvolta, inconsciamente negati o sfuggiti nelle riflessioni, perché portano con sé un bagaglio di comprensioni spaventose: il riscaldamento globale, la perdita della biodiversità e l’inquinamento atmosferico sono solo alcune delle tremende conseguenze a cui il nostro pianeta può andare incontro, se la presa di coscienza di uno sviluppo sostenibile tarda a maturare nel giudizio collettivo.

Muoversi nella giusta direzione si deve e si può. Vivere in un mondo che sia sostenibile richiede uno sforzo collettivo e strategie partecipative, che per l’appunto richiedono la collaborazione di tutti: i governi, le imprese, le industrie, gli organi istituzionali, fino ad arrivare al singolo cittadino. Essere sostenibili è un obiettivo che va perfezionato nel tempo, e richiede, in particolare per le imprese, l’allineamento costante degli impegni produttivi con obiettivi che si adeguino agli standard di uno sviluppo sostenibile.

Il mercato del lusso ha dato sollievo ai bisogni di appartenenza ad una certa posizione sociale ambita collettivamente, e dovrebbe quindi, in questo senso, giocare da conduttore verso un universo sostenibile, favorendo la nascita di un nuovo status che delinei un consumo ecologico. Il segmento della moda di lusso imposta un cambiamento all’insegna della sostenibilità sia etica che ambientale, a partire dall’industria tessile che accelera la transizione verso un’economia circolare.

È il caso della nota stilista inglese Stella McCartney, che con il suo brand interamente vegano riscrive i connotati della moda dal 2001, anno della fondazione della label. Stella McCartney fonda un’azienda sostenibile ante litteram, in un periodo in cui, nell’industria della moda, di responsabilità ambientale o etica non se ne parlava affatto. La vocazione green è sintomo del retaggio familiare ricco di virtù ambientaliste – entrambi i genitori si sono fatti portavoce dei diritti umani e degli animali – che ha permesso alla stilista di approcciarsi al mondo della moda con grande coscienziosità etica sin dagli inizi.

Vegetariana da sempre, Stella McCartney non ha mai utilizzato nella creazione dei suoi prodotti d’alta gamma pelle, pellami, pellicce o piume di origine animale, dimostrando come un marchio di lifestyle di lusso può mirare alla creazione di prodotti high-end senza scendere a compromessi e soprattutto senza macchiarsi di crudeltà.

Essere sostenibili non è un obiettivo semplice, non si consegue modificando meramente il packaging in ottica sostenibile o utilizzando un tipo di comunicazione che sottolinei la compatibilità ambientale di un dato prodotto. La sostenibilità è il risultato degli sforzi compiuti nella totalità della catena di produzione fino ad arrivare alla comunicazione; fondamentale al fine di posizionarsi in maniera proattiva nei confronti dei propri stakeholder.

Attualmente i brand del luxury fashion sono sempre più orientati verso una lavorazione dei prodotti in un’ottica eco-friendly, acquisendo il knowhow di una produzione sostenibile. Questo oramai imprescindibile valore sostenibile affonda le radici nelle coscienze comuni dell’industria della moda. Il settore del lusso sta muovendo correttamente i passi, seppur a rilento, verso la celebrazione della sostenibilità. I risvolti futuri circa questo tema invitano i consumatori a rivolgere particolare attenzione alla reale sostenibilità dichiarata dai prodotti: la sostenibilità è vincolante, è vero, ma non sempre rispecchia la tutela delle risorse ambientali e sociali.

La vera sfida va affrontata dal consumatore consapevole.

Carolina Pugliese