LA FINANZA È UNA SCIENZA SEMPLICE. PAROLA DI PAOLO MAGNANI

Poche persone nutrono simpatia per le banche. Ma ad alcune banche stanno simpatiche le persone.

Il Gruppo Credem, di cui il Dottor Paolo Magnani è il Vicedirettore Centrale e il Coordinatore dell’Area Wealth Management, da ormai qualche anno si impegna fortemente nella formazione dei cittadini di tutte le età, ma soprattutto di noi giovani, in ambito finanziario.  L’obiettivo principale di queste iniziative, ha affermato Magnani, è di «trasferire in modo semplice e fruibile temi che spesso, soprattutto per le nuove generazioni, non sono sufficientemente affrontati e discussi».

Investimento, assicurazione e risparmio non sono infatti, di certo, argomenti di conversazione più interessanti del nostro film preferito durante un caffè al bar (o su Teams). Eppure, questi sono alcuni degli strumenti più importanti a nostra disposizione.  Forse, questa mancata attribuzione di priorità ai temi sopracitati deriva anche dall’approccio comunicativo delle stesse banche, che nel corso del tempo le ha connotate culturalmente come inaffidabili e poco disponibili.  Ma non solo: ciò che per definizione permette di acquisire una competenza è, insieme e complementarmente rispetto all’esperienza, l’istruzione. E questa – nel caso dell’economia e della finanza – non è mai stata di fatto prevista nella scuola dell’obbligo, essendo inserita come disciplina solo in alcuni istituti superiori.

I genitori quindi sono, con tutte le implicazioni anche certamente positive del caso, la prima e principale nostra fonte di conoscenza di tutti quei processi e strumenti che ci aiutano a «migliorare il nostro stato e proteggerci». Questi due elementi sono, come ha sottolineato il Vicedirettore, il nucleo essenziale dell’educazione finanziaria, nonché la sua ragion d’essere; ed è indubbio che, soprattutto in questo periodo, essi debbano ricoprire un’importanza primaria nella vita di tutti e di tutti i giorni.

Tuttavia, diverse ricerche hanno rilevato una scarsissima preparazione a una situazione di crisi economica in molte famiglie italiane, che nel corso del primo lockdown si sono addirittura trovate a non avere sufficienti risorse per affrontare due mesi di sostentamento. E questo dato, secondo Magnani, rappresenta una delle conseguenze del ridotto tasso di alfabetizzazione finanziaria che si registra nel nostro paese.

Ciò che Credem intende instaurare, a fronte di tutto ciò, è un meccanismo di trasmissione di conoscenza, o meglio, di «consapevolezza dei rischi e delle opportunità», che parta proprio dai più giovani e che ponga le basi per un futuro in cui i cittadini siano in grado di utilizzare le banche come mezzo per garantirsi una maggiore serenità. D’altronde, scientia potentia est, da sempre e per sempre. Ed è arrivato il momento di spostare i nostri soldi sotto un materasso molto più confortevole.

Melissa Dello Monaco