ANTEO PALAZZO DEL CINEMA: UN ALTRO MODO DI VEDERE LA SALA CINEMATOGRAFICA

Se non possiamo andare al cinema, sarà il cinema a venire da noi. Oggi vi racconto una delle istituzioni culturali più importanti e stimolanti all’interno del panorama cinematografico milanese, Anteo Palazzo del Cinema.

Il progetto Anteo nasce 40 anni fa nel maggio del 1979, su iniziativa di un gruppo di tre giovanissimi imprenditori molto ambiziosi. I loro nomi sono Lionello Cerri, Maurizio Ballabio e Raimondo Paci, tre ragazzi con esperienze diverse alle proprie spalle, ma immersi pienamente nello spirito degli anni ‘70 e con in testa un unico grande obiettivo: fare cultura, generare e trasmettere cultura alla comunità milanese. Un’unica sala da 500 posti in via Milazzo 9 a Milano, queste furono le fondamenta di quello che poi sarebbe diventato il Palazzo del Cinema Anteo così come lo conosciamo oggi.

È fondamentale sottolineare il contesto storico di quel tempo, un momento di grande crisi per gli esercenti cinematografici. Con la sentenza della corte costituzionale del 1976, veniva autorizzata la trasmissione via etere in ambito locale. Si diffusero emittenti private a macchia d’olio sulla regione lombarda, costringendo sempre più spettatori nelle loro case, a danno delle sale cinematografiche. Si registrò infatti un calo drastico del pubblico in sala, da 800 milioni nel ’77 a 250 milioni del ’79, anno di apertura del cinema.

In un contesto come questo, per navigare controcorrente, era necessario attirare il pubblico, fargli riporre il telecomando e smuoverlo dalle comode poltrone di casa. La strategia di Anteo poggiava su un’ottima offerta cinematografica d’essai, in particolare, la proiezione di alcune pellicole in lingua originale, sottotitolate in italiano, ha permesso di esplorare sentieri ancora non battuti, come il nuovo cinema tedesco e il cinema europeo.

Massicci investimenti sull’edificio, hanno permesso l’evoluzione da cinema a multisala, trasformandolo in un luogo di incontro dal forte valore sociale, un luogo dove il pubblico può accedere indipendentemente dall’offerta cinematografica. Al piano terra dell’edificio troviamo il Caffè Letterario, luogo di condivisione comprensivo di caffetteria, libreria e spazio espositivo: tre buoni motivi per recarsi al Palazzo del Cinema, senza che il fine ultimo sia necessariamente la visione del film. Così da diventare un luogo di ritrovo alternativo, che sia per prendere una pausa caffè con i colleghi di lavoro, fermarsi a leggere un libro oppure attendere l’inizio del film seduti comodamente. Parlare di cinema, leggere un libro, consumare un pasto, partecipare ad un corso sui mestieri del cinema, sono solo alcune delle tante attività che possono essere svolte in quest’ambiente.

Per arrivare dove si trova oggi, il Palazzo del Cinema ha potuto contare su diversi compagni di viaggio che hanno abbracciato la sua mission e l’hanno supportato durante la sua crescita. Primo fra tutti è il Comune di Milano, che ha deciso di puntare sul progetto Anteo e sulle iniziative culturali promosse per i cittadini.

Andando a ritroso nel tempo possiamo trovare testimonianza della prima partnership attivata da Anteo, la partnership con Radio Popolare, la media partner di Anteo, grazie alla quale sono state esplorate nuove strategie per coinvolgere il pubblico. Per i mondiali di calcio del 1982, ad esempio, sono state organizzate proiezioni delle partite nella sala principale, trasmettendo per radio le reazioni del pubblico. Un’interessantissima collaborazione che è riuscita ad unire il mondo della radio a quello del cinema. La partnership dura ancora oggi, condividendo l’interesse di generare cultura e valore per i cittadini.

Eataly non ha bisogno di presentazioni, è leader nel settore distributivo di generi alimentari italiani all’interno del mercato nazionale e internazionale, con diversi punti vendita in tutto il mondo. La vicinanza al Palazzo del cinema, circa 30 metri, ha permesso a due realtà fortemente distanti fra loro di incontrarsi e dare vita all’elemento più assurdo e insolito che ci si poteva immaginare, un “ristocinema”. Grazie a questa invenzione, è possibile gustare un piatto gourmet e bere un buon bicchiere di vino mentre viene proiettato il film.

Attraverso Anteo siamo riusciti a parlare di un nuovo modo di interpretare la sala cinematografica. Il viaggio è iniziato da tre giovani imprenditori, accomunati dalla passione del cinema e dalla voglia di creare qualcosa di speciale. Il progetto è partito esattamente nell’epoca in cui il settore degli esercenti cinematografici ha visto dimezzarsi il numero di biglietti venduti e le sale svuotarsi. Il loro successo sta nella tenacia e la perseveranza di essere rimasti fedeli al loro sogno e aver portato in alto Anteo, senza farsi scoraggiare dalle vicissitudini del tempo.

Andrea De Padova