LA CRESCITA ECONOMICA DELLA BUNDESLIGA

Il campionato di calcio tedesco fino a qualche decennio fa era sconosciuto ai più, tranne per l’eccezione Bayern Monaco. Invece oggi il brand Bundesliga è tra i più ambiti, con i colossi televisivi disposti a spendere una fortuna per accaparrarsene i diritti.

Senza troppi giri di parole si può affermare che la prima serie calcistica tedesca non sia la più talentuosa in Europa. Lo confermano i massimi esperti internazionali, ma basta vedere qualche highlight per accorgersi che, soprattutto tra le squadre minori, il livello è inferiore a quello di Inghilterra, Italia e Spagna.

Tuttavia, leggendo i ricavi dai diritti TV della Bundesliga si trovano cifre astronomiche, più alte di Liga spagnola e Serie A italiana e inferiori solo a quelle della Premier League inglese. A questo punto la domanda sorge spontanea: come può esserci tutta questa differenza, se non rispecchia il valore calcistico dei campionati? La risposta è costituita da una strategia che sul lungo periodo ha fatto la differenza. La Deutsche Fußball League, la lega calcio tedesca, negli ultimi 10 anni ha fatto passi da gigante combinando due concetti chiave: tradizione e internazionalità

Il primo di questi due aspetti è costituito dalla tradizione calcistica teutonica. Infatti, le squadre della Bundesliga non spendono cifre astronomiche per acquistare calciatori, ma preferiscono farli crescere nelle proprie giovanili. I club come il Lipsia, controllato dalla Red Bull, sono visti solo come aziende e non rispettando i tipici canoni tedeschi sono oggetto di aspre critiche. Questo concetto può sembrare arretrato nel calcio di oggi, ma costituisce comunque un elemento di netta differenziazione rispetto agli altri campionati. Inoltre, il fatto che il livello calcistico non sia molto alto, non impedisce comunque di vedere match spettacolari con più goal rispetto alle altre leghe europee.

Il secondo aspetto, invece, si è sviluppato soprattutto nell’ultimo decennio, con la federazione tedesca che ha puntato sulla fama internazionale dei club più prestigiosi, come Bayern Monaco e Borussia Dortmund, per attrarre sponsor da tutto il mondo e migliorare l’immagine di tutta la Bundesliga all’estero. Ma soprattutto è stata elaborata una strategia di collaborazione con la Cina, un mercato con numeri che possono spostare gli equilibri. Nel 2016 si è tenuto un incontro tra la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente cinese Xi Jinping, al quale hanno partecipato anche le autorità calcistiche teutoniche: da quel momento la La Deutsche Fußball League ha aperto un nuovo ufficio operativo a Pechino, che lavora a stretto contatto con PP Sports, partner mediatico cinese che ha contribuito alla diffusione del brand Bundesliga comprandone i diritti. Ma c’è di più, perché molti club tedeschi hanno messo a disposizione i propri giocatori per campagne di engagement sul mercato asiatico, infatti molti calciatori giapponesi con grande fama in patria sono andati a giocare proprio in Germania. Questa penetrazione internazionale ha portato grandi risultati, ad esempio oggi su Weibo, principale social Cinese, i follower sono più di 2,6 milioni.

È necessario anche aggiungere alcuni dettagli, perché i social network ufficiali della Bundesliga sono tutti esclusivamente in lingua inglese, cosa che non succede per gli altri campionati europei, eccezzion fatta ovviamente per le leghe britanniche. Ma forse, la scelta digital più avanguardista presa dalla La Deutsche Fußball League è stata quella di utilizzare YouTube per trasmettere in diretta le partite di DFB Pokal, la coppa nazionale tedesca: è qualcosa di unico per i maggiori campionati europei, che non sono ancora sbarcati in questo modo sulla piattaforma video di Google. Tale scelta forse non sta ancora portando guadagni astronomici, ma sta segnando un nuovo percorso che probabilmente verrà seguito anche da altre federazioni.

La crescita del brand Bundesliga oggi è testimoniata dal prezzo speso dalle emittenti per acquistarne i diritti di immagine e video: per il quadriennio 2021-2025 sono stati pagati 4,4 miliardi di euro, nonostante la pandemia globale; cifre che, come detto, sono superate solamente dalla Premier League inglese, il campionato di livello più alto al mondo.

Francesco Cocco