Storie di donne che tua madre non approverebbe

Michela Murgia e Chiara Tagliaferri danno vita dal 2018 al podcast “Morgana”. Le due donne hanno un obiettivo: raccontare di donne fuori dagli schemi, che sono riuscite a spostare il limite che la società ha sempre voluto, e vuole tutt’ora, imporre alla libertà femminile.

Ma perché “Morgana”?  Lo spiega la Murgia nell’introduzione: perché ogni donna, nella sua complessità, è insieme terribile strega e affascinante fata, proprio come la figura mitologica legata alla leggenda arturiana. Si tratta di una rassegna di donne che sono state in grado di distinguersi, senza temere di mostrare la loro personalità e tenacia. Il podcast è in continuo aggiornamento e si arricchisce mese dopo mese di nuove storie molto diverse tra loro che vanno da quella della stilista Helena Rubinstein a quella della prostituta Pearl de Vere. Morgana è la storia di tutte le donne e per tutte le donne, ma si rivolge anche agli uomini

Michela Murgia conduce la sua indagine in modo lucido e analitico, non si ferma a stereotipi e, pur promuovendo l’indipendenza delle donne dal genere maschile, non propone un sentimento di astio verso quest’ultimo ma, al contrario, lo include all’interno del format. Ne è un emblema lo spazio che lei e la Tagliaferri lasciano agli uomini, tra cui George Martin, divenuto celebre per la scrittura delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco che hanno ispirato la famosa serie tv Il trono di spade. Anche gli uomini, infatti, possono essere femministi e parlare o scrivere di donne. Non a caso le protagoniste indiscusse prima dei romanzi, e poi della serie tv, sono proprio quattro figure femminili: Cercei Lannister, Daenerys Targaryen, Sansa e Aria Stark. Martin abbatte lo stereotipo di una femminilità per forza delicata e principesca e rende le sue protagoniste spietate assassine, vendicatrici fameliche, regine manipolatrici. La trama è infatti incentrata sulla conquista del potere, una lotta alla quale non partecipano solo figure maschili, ma anche femminili che, attenzione, non vengono considerate necessariamente migliori nel gestirlo. Trovo interessante la scelta delle produttrici di inserire nel loro elenco delle figure fittizie perché penso che, sebbene non effettivamente esistenti, siano espressione del pensiero della società.

Il successo del podcast è indubbio, tanto da aver generato un libro edito da Mondadori. Il volume in questione è dedicato ad una donna purtroppo invisibile, Claudette Colvin, prima donna nera arrestata per essersi seduta, nell’America degli anni ’50, in un posto dell’autobus riservato ad un bianco. Già solo a partire da questa menzione si comprende lo stile della produzione che consiste nel tentativo di dare un volto anche a chi è stato dimenticato dalla Storia. 

A divenire virale è stata poi la campagna social derivata dai racconti e che ha portato alla condivisione su Instagram di foto di donne comuni, ma uniche, che hanno raccontato il proprio essere Morgana attraverso l’hashtag #morganasonoio. Le storie sono eterogenee, si passa dall’esuberante Madonna alle poetiche sorelle Brontë, dall’elettrica Pippi Calzelunghe alla visionaria Zaha Hadid. Le protagoniste hanno anche vissuti molto distanti tra loro, basti pensare che il libro si apre con la storia di Moana Pozzi a cui segue il capitolo dedicato a Santa Caterina da Siena. Nonostante ciò le differenze non paiono così importanti poiché le protagoniste sono tutte accomunate dal coraggio e desiderio di vivere secondo le proprie regole.

Ascoltando la voce travolgente di Michela Murgia viene spontaneo infine digitare su Google i nomi delle donne di cui ci viene raccontata la vita. Finendo per osservare i diorami di Frances Glessner, le foto scattate da Mario de Biasi a Moira Orfei e scoprire le storie di altre donne meno famose di Rosa Parks ma altrettanto importanti, come quella di Claudette.

Giulia Farina