BOJACK HORSEMAN: IL CAVALLO ANTIEROE A CUI NON CI SI PUO’ NON AFFEZIONARE

BoJack Horseman è una serie animata statunitense trasmessa su Netflix dal 2014 al 2020. Creata da Raphael Bob-Waksberg e disegnata dalla fumettista Lisa Hanawalt, la serie si palesa come una vera e propria satira sullo showbusiness hollywoodiano, che le fa da sfondo.

Ambientata in una Hollywoo in cui umani e animali antropomorfi convivono, la serie comica (ma non troppo) prende il nome dal suo protagonista, uno stravagante cavallo – attore di nome BoJack. Star della sitcom anni ’90 “Horsin’ Around” che lo aveva reso famoso, l’attore ormai dimenticato si ritrova ad affrontare ripetute crisi esistenziali e a lottare contro diverse dipendenze, mentre cerca a tutti i costi di tornare in vetta. Per lui fondamentali saranno le riuscitissime figure dei personaggi che lo circondano: la sua amica e scrittrice umana Diane Nguyen, la sua agente felina Princess Carolyn, il suo strampalato coinquilino Todd e il collega labrador Mr. Peanutbutter.

Suggestionante risulta anche la scelta di alternare figure immaginarie a celebrità reali del calibro di Paul McCartney e Jessica Biel, i quali, con grande autoironia, si prestano a dar voce a situazioni tanto bizzarre quanto verosimili per l’industria cinematografica.

Sarcastica, geniale e mai scontata, la serie propone al pubblico una rappresentazione disincantata della realtà hollywoodiana e un ritratto accurato delle  diverse sfaccettature della depressione e della dipendenza da droghe, che accompagnano BoJack in una spirale autodistruttiva lunga 6 stagioni. Sono infatti il cambiamento e l’autoassoluzione a rappresentare il fine ultimo del percorso dell’equino e a costituire le tematiche reggenti di tutta la narrazione.

Come molte serie animate per adulti, dietro il tratto fumettistico emerge un’opera di spessore, carica di riflessioni profonde, dialoghi che lasciano senza parole e un humor nero che non manca mai di farsi notare. Uno show in grado di trasmettere emozioni forti e insinuarsi nei pensieri degli spettatori, che non possono non immedesimarsi nell’antieroica e controversa figura di BoJack.

Il The Guardian l’ha definita «un prodotto provocatorio sull’ipocrisia e sulla stupidità che circonda Hollywood», eppure questa serie animata così cinica e realistica spicca tra le altre, come I Simpson, I Griffin, o dal più recente Rick and Morty, rivelandosi un toccante piccolo grande capolavoro animato.

Anna  Rapisarda