Unsane

UNSANE: TRA DELIRIO ANGOSCIANTE E TERRIFICANTE REALTÀ

È possibile girare un grande film con un semplice iPhone? La risposta è ed è quello che Steven Soderbergh ha fatto con il thriller-horror Unsane.

Celebre per diverse pellicole, tra le quali spiccano la trilogia di Ocean’s Eleven, Effetti Collaterali e Magic Mike, e vincitore di un Oscar per “Traffic” (2001), nel 2018 Soderbergh stupisce ancora, girando Unsane in segreto, in una sola settimana e con l’utilizzo esclusivo di un normalissimo iPhone 7.

Il film segue le angoscianti vicende di una giovane donna di Boston, Sawyer Valentini (interpretata dall’attrice Claire Foy), da due anni vittima di stalking da parte di un vecchio conoscente di nome David Strine (Joshua Leonard).

Trasferita in un’altra città e in fuga dal suo passato, ma ancora traumatizzata ed impaurita, Sawyer si reca in una clinica psichiatrica, dove finirà per essere raggirata e trattenuta contro la sua volontà per sette giorni. Durante il ricovero, la ragazza riconosce tra uno degli infermieri il suo stalker, che ha assunto una nuova identità. Nessuno nella struttura sembra però crederle, neanche lo spettatore, il cui dubbio sulla veridicità delle paure e dei deliri della protagonista lo attanaglierà fino al momento in cui la natura di Strine non verrà finalmente rivelata.

L’utilizzo dell’iPhone per le riprese si rivela così un punto forte della pellicola, riuscendo a generare un senso di vicinanza agli interpreti inquietante tanto quanto efficace e a creare delle inquadrature in grado di trasmettere perfettamente la percezione di “spiare qualcuno” o di “essere spiati”.

Unsane è un thriller dai tratti fortemente psicologici e dagli sviluppi ambigui, che riuscirà in 97 minuti a confondere chi lo guarda e a fargli domandare se la protagonista non sia realmente “pazza” (da qui il titolo); ma è anche un film di denuncia verso lo stalking, obiettivo sicuramente raggiunto da Soderbergh grazie alla meticolosità con cui emozioni, sensazioni e paure della vittima vengono trasmesse al pubblico.

Anna Rapisarda