I CASI CREATIVI AL TEMPO DEL COVID-19

Qualsiasi evento storico passa attraverso la comunicazione, si racconta e ci racconta, percorre i nostri stati d’animo, le nostre paure e le esorcizza. Nel XXI secolo, nell’epoca mediatica e globalizzata, tutto ciò è ancora più evidente. Brand, marchi, città, aziende hanno reinventato i loro format, modificato i messaggi e concepito nuove strategie comunicative per raccontare l’epidemia.

Un ‘esperimento naturale’ che ha costretto l’intera popolazione a reinventarsi, dai brand alle università. Difatti la lezione dal quale trae spunto questo articolo, appartenente al corso di metodologie creative per la comunicazione aziendale del Prof. Angelo Ghidotti, è stata svolta anch’essa online. Il Prof. Ghidotti ci ha presentato una serie di campagne, dall’instant alla tv, dagli sfondi all’affissione, ponendo l’attenzione su temi e tecniche ricorrenti, come l’utilizzo della bandiera italiana, Il ringraziamento ai lavoratori per la comunicazione giornalistica o il tema della cura e dell’igiene.

In riferimento all’instant, alcune delle campagne che hanno utilizzato i toni giusti ed headline efficaci sono quelle riportate in copertina: McDonald che ha modificato il suo marchio per esprimere il distanziamento sociale, la Roadhouse con un copy caldo e semplice, la Jeep che ha utilizzato un elemento del brand trasformandolo in narrazione (una macchina abituata agli esterni ora inquadra solo gli interni) e l’immagine fortissima della Guinnes che con soli tre elementi forma un calice di birra.

Per quanto riguarda gli spot, tutte le aziende di articoli di beni primari hanno prodotto le pubblicità più interessanti; mentre i settori del turismo, dello spettacolo o dei trasporti aerei, sono stati ovviamente quelli meno incentivati.
La Vodafone si è concentrata sul tema della connessione tra le persone, durante la lezione sono intervenuti Luca Lucini, regista dello spot Vodafone e il fratello Marcello Lucini. Ci hanno raccontato l’esperienza nuova di uno spot da remoto, tra inconvenienti e inclusione necessaria dei familiari come attori (nello spot Insieme è presente tutta la famiglia di Luca Lucini). I fratelli Lucini ci hanno confessato che le riprese sono avvenute con gli smartphone e che il loro contributo ha aggiunto creatività, dato che i brief erano aperti e gli script non dettagliati.
Heineken ha realizzato due spot vincenti, il primo Ode to close che ha raccontato tutti i gesti di contatto personale ai quali abbiamo dovuto rinunciare e il secondo Connections, che mostra comicamente gli “incidenti” della connessione casalinga. In tono comico anche lo spot della Ceres Importanti notizie.

Gli Spot più “valoriali” sono stati lo spot animato della Carta Foxy la Volpe benefica, che mostra la dolcezza di una volpe che raccoglie una mascherina per terra e rincorre il veicolo dell’Unicef Spot per restituirla o la pubblicità della Mulino Bianco Piccoli momenti di felicità, che pone l’accento sull’importanza delle piccole cose, con un ritmo gioioso e trascinante.

Meritano menzione la campagna dei medici cinesi che mostra i segni delle mascherine sulla pelle, riproposta anche dalla Dove con Courage is beautiful, lo spot della Nike con Play for the word, che riprende diversi atleti famosi che continuano ad allenarsi in casa e il commovente spot della CocaCola For The Human Race che gioca sulle opposizioni mostrando i luoghi e le situazioni pre e post pandemia. Un’altra interessante trovata è sicuramente il background delle piattaforme di video chat utilizzate per fare pubblicità, iniziata da Burger King.

Tanti altri i casi che Angelo Ghidotti, con professionalità ed estro, ci ha presentato e che ci fanno riflettere su quanto la comunicazione mirata, l’eleganza e la creatività debbano camminare vicine, per non rischiare di cadere nella retorica e nella banalità.

Giulia Guastella