FASHION MEME: IL CASO @FREDDIEMADE

Nessuno sembra immune ai fenomeni virali del web, nemmeno l’universo ingessato e serio della moda: il profilo Instagram di Freddie Smithson, meglio conosciuto come @freddiemade, ne è un esempio.

Quanti hanno seguito il corso di Psicologia sociale della comunicazione mediata del professor Cantamesse sapranno che il meme è un’unità culturale, che può essere trasmessa attraverso l’imitazione. Il meme si propaga nell’ambiente circostante, si trasforma ed evolve, come un vero e proprio virus (sì, scusate il riferimento poco felice), a condizione che sia adeguato al contesto e venga recepito dall’ambiente circostante. Ognuno di noi può essere un replicatore, un ospite o un veicolo del meme, contribuendo in tutti i modi alla sua diffusione.

L’operazione di Freddie Smithson riguarda proprio la creazione di meme, pensati e realizzati avendo come materiale creativo di base riferimenti e codici afferenti al fashion system. In quanto unità di comunicazione, il meme può essere capito o codificato se si riconoscono i riferimenti sottesi, ma la straordinaria attrattività del meme risiede nell’essere animato da un immaginario di cultura pop condiviso dalla maggior parte delle persone, e di conseguenza codificabile da esse, nonostante a seconda della materia trattata, ci siano barriere più o meno alte.

 

View this post on Instagram

CHANCE CHANEL @chanelofficial #freddiemade

A post shared by freddie smithson (@freddiemade) on

L’innovazione apportata da @freddiemade è stata l’applicazione di questo meccanismo al mondo che, per antonomasia, ha tracciato i suoi confini escludendo quanti non vi appartenessero.  Si configura come opera di democratizzazione, che umanizza e irride, senza però offendere, le personalità dell’establishment (il creativo è stato recentemente intervistato da Vogue Spain, qui potete trovare l’intervista integrale).

Freddie Smithson stesso ricopre un ruolo all’interno del sistema moda, essendo Senior Creative Lead per i social media di Burberry, per questo motivo cerca di essere molto attento a quello che pubblica, affinché nessuno possa rimanerne ferito. Anche se i meme che hanno fatto più discutere sono stati quelli che desacralizzavano Queen Elizabeth II, dove gli outfit della regina venivano mischiati a quelli di Rihanna, producendo fotomontaggi sicuramente divertenti, anche se non apprezzati da tutti.

La caratteristica più democratica dei meme è che possono essere realizzati da ciascuno di noi: un’idea semplice, un riferimento definito e un’applicazione totalmente gratuita come Meme Generator possono far diventare virale una vostra creazione. Cultura partecipativa e convergenza sono ancora la strada seguire.

Martina Bissolo