“SOLO PER GLI AMICI PIÙ STRETTI”: CI PENSA THREADS FROM INSTAGRAM

In una sempre più definita “società dell’immagine” le parole lasciano il posto alle immagini per rappresentare la realtà. La fotografia diventa il mezzo più obiettivo, concretizzazione dell’oggettività, mezzo con il quale raccontarci e raccontare la nostra quotidianità. Grazie ai social abbiamo spazi dove condividere la personale rappresentazione del mondo che però non è pura oggettività, ma è forma di influenza e di condizionamento di chi la sta osservando. 

L’immagine ha la forza di stimolare il nostro osservatore, una capacità comunicativa istantanea ed empatica rispetto alla parola e forse per questo, preferiamo scambiarci sempre più scatti della nostra realtà.  I nostri social brulicano di immagini in solitudine o in compagnia, di paesaggi o di piatti, scene di film o libri, tutto sembra così intimo ma al contempo pubblico

È proprio in questa illusione di intimità e di privacy, che si muove il nuovo mondo creato da Zuckerberg, chiamato Threads che prende forma dallo slogan «The future is private».Threads è la nuova app lanciata nell’ottobre del 2019 attraverso un comunicato ufficiale all’interno del blog di Instagram in cui l’azienda ha sottolineato le sue funzionalità. La nuova piattaforma si propone come uno spazio personale e chiuso, in cui poter messaggiare e scambiare foto con la lista di amici più stretti di Instagram, una vera e propria esperienza di messaggistica condivisa tra gli amici più intimi.

Le componenti principali dell’app sono tre, in particolare: la fotocamera, la posta in arrivo e la schermata di stato. La fotocamera è la prima funzionalità che ci appare all’apertura della piattaforma. Essa serve esclusivamente per realizzare video o foto da condividere, ai quali però non è possibile applicare dei filtri. La velocità e la semplicità dell’app sta nel poter inviare contenuti con il semplice scorrimento dello schermo o attraverso numerose scorciatoie personalizzabili. La posta in arrivo prende forma sulla base di direct di Instagram, con la possibilità di creare gruppi e sottogruppi formati sempre dalla lista degli amici più intimi.
Il terzo elemento è la schermata di stato caratterizzata da due modalità di utilizzo: statusautostatus.

La modalità status consente all’app stessa di impostare delle emoji per mostrare ai propri amici ciò che si sta facendo, attraverso una descrizione composta da parole e simboli, impostati su un termine di tempo che va da uno a quattro ore. Nella seconda modalità invece, previa autorizzazione, si consente all’app di utilizzare i propri dati di geolocalizzazione, stato della batteria e accelerometro per creare e condividere in automatico il proprio status, lasciandoci forti perplessità in termini di privacy e sicurezza.

Sorge spontaneo domandarsi se sia davvero necessario al giorno d’oggi, in un mondo in cui la privacy è già fortemente a rischio, assottigliare la distanza tra pubblico e privato come in Threads.

Giovanna Nitti