FILIPPO DE PISIS: UNA SINESTESIA FRA POESIA E PITTURA

Quando si parla d’arte, a Milano ce n’è per tutti i gusti. In questo periodo, tra Raffaello, De Chirico e l’Oriente abbiamo tantissime possibilità. Oggi voglio parlarvi di un’altra mostra però, meno conosciuta e in parte oscurata dai grandi che la circondano: quella su Filippo de Pisis.

Filippo de Pisis: ma chi è? Credo che alcuni di voi se lo stiano chiedendo in questo momento. Si tratta, infatti, di un artista non molto presente nei canoni scolastici e che dunque va incontrato in altre occasioni, per così dire. 

Nasce nel 1896 a Ferrara e rappresenta niente di meno che una delle figure più importanti del Novecento artistico italiano fra le due guerre. Nel corso della sua vita entra in contatto con De Chirico, Manet e molti altri. Sempre in bilico fra poesia e pittura, la sua arte attraversa molte fasi e altrettanti cambiamenti. Ha vissuto un’esistenza tormentata: muore nel 1956, all’età di sessant’anni, in un manicomio per una malattia neurologica a causa della quale non riusciva più nemmeno a dipingere.

La mostra, interamente dedicata a questa figura, è in corso al Museo del Novecento di Milano dal 4 ottobre 2019 e continuerà fino al 1 marzo 2020 (in seguito a questa data si sposterà a Roma). Consiste di 10 sale, in cui sono esposti oltre 90 dei dipinti più significativi di de Pisis: il criterio di suddivisione fra i diversi spazi è cronologico, perciò si ha la possibilità di capire la trasformazione dell’artista (dal periodo romano a quello parigino, e non solo).

Filo conduttore dell’esposizione è il colore, che coinvolge anche le pareti delle sale, vestite di tenui colori pastello che fanno risaltare i dipinti. Ma in sostanza, quali sono i soggetti della sua arte? Il punto è capire quali non lo sono: si passa da paesaggi urbani a montani, da nature morte a composizioni floreali, per non dimenticare i ritratti. Una delle sue opere più conosciute è proprio un ritratto dal titolo Il marinaio francese, del 1930 (realizzata durante il suo periodo parigino).

La mostra non si limita ad essere un’esposizione, per restituire in maniera veritiera quella che è la concezione artistica di de Pisis non si possono tralasciare i suoi lavori poetici. Una piccola chicca è proprio la sala piena di pannelli che riportano degli estratti delle sue poesie: al centro dello spazio c’è un tavolo con le sue raccolte poetiche, che si possono leggere stando seduti in tutta tranquillità. 

Un’iniziativa simpatica legata alla mostra, che piacerà sicuramente agli amanti di Instagram, è quella che è stata chiamata “caccia al dettaglio”. Nei dipinti ci sono particolari a prima vista nascosti: potete provare a individuarli e condividerli con l’hashtag #dePisisMilano. Per usare le parole del museo, è “un invito ad osservare l’arte sempre più da vicino”.

La figura artistica di de Pisis è racchiusa in un invito che gli rivolge il pittore Alberto Savinio, suo grande amico: “invece di cacciar farfalle, caccia il tuo talento”. Lui il talento l’ha trovato, voi troverete il dettaglio?

Federica Cataldi