Avengers Endgame: il ruolo delle donne

La svolta femminista presa dalla Marvel era già presente in Infinity War, dove per la prima volta erano apparse insieme Gamora, Nebula, Okoye, Mantis, Shuri, Vedova Nera e Scarlet Witch. Eroine femminili, tutte decisive grazie ai loro super poteri e alla loro intelligenza, unite una con l’altra senza invidie o gelosie di sorta.

Emblematico è stato proprio il finale del film: Nick Fury davanti al disastro causato da Thanos, non può fare altro che chiamare in aiuto Captain Marvel, un’eroina tanto potente da aver messo in seria difficoltà addirittura i fratelli Russo.

Anche nel capitolo finale, Avengers Endgame, il ruolo di Captain Marvel è stato decisivo per la battaglia finale, così come la solidarietà delle eroine femminili. Gli uomini non combattono più le battaglie da soli come in passato, a scendere in campo sono anche le mogli e le compagne – come nel caso di Gwyneth Paltrow, la storica segretaria, assistente personale e confidente di Iron Man -.

Le donne protagoniste sono per la prima volta le reali super-eroine. Emblematica la scena in cui Spiderman dice a Captain Marvel “Non so se ce la farai”, guardando la distesa infinita di nemici che si avvicina. Al suo fianco arrivano tutte le altre eroine Marvel e una di loro risponde proprio “non sarà da sola a farlo”. Non si tratta di semplice solidarietà, è la capacità di fare squadra, riconoscendo un leader e muovendosi all’unisono per raggiungere l’obiettivo.
Si può riconoscere in questa scena una metafora della nostra società dove non si pretende che le donne siano solidali l’una con l’altra solo in quanto donne, ma che si uniscano proprio riconoscendo il valore di ognuna e capendo che soltanto insieme siano in grado di perseguire determinati obiettivi.

L’idillio di questa storia si trova proprio nella conclusione: Thor decide di abdicare per seguire i Guardiani della Galassia e lascia il trono di Asgard a Valchiria. Un atto che non solo mostra come la donna sia considerata una fedele compagna, ma che sia addirittura in grado di ricoprire il ruolo di sovrana al posto di uomo.

Matilde Savaglio

 

 

 

 

 

 

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