LOVE, DEATH & ROBOTS: L’OPERA METAL DI NETFLIX

Love, Death & Robots è una nuova serie antologica Netflix creata da David Fincher, già conosciuto per le numerose regie sul grande schermo e per il suo grande successo con la serie “House of Cards”. Ad assistere Fincher nella riuscita del progetto c’è un altro grande personaggio, Tim Miller, regista, animatore e direttore creativo di numerose produzioni Hollywoodiane. Non è la prima volta che i due si trovano a collaborare assieme e di certo il successo di questa mini-serie non è lasciato al caso, in quanto nel loro repertorio collaborativo vantano il best-seller cinematografico “Millenium: uomini che odiano le donne”.

Con il titolo della serie i produttori vogliono rifarsi alle tematiche portanti del girato, dove troviamo tre elementi: Amore, Morte e Robot.

Netflix ha pubblicato il primo trailer il 14 Febbraio 2019, suscitando l’interesse di molti amanti (e non) del genere animato, anche perché qua stiamo parlando della vera e pura adult animation. Lo stesso Netflix ci provoca, «corto, dolce e LETALE» queste sono le tre parole che gli autori hanno deciso di inserire all’interno del trailer: a che cosa si riferiranno?

La prima stagione è stata pubblicata il 15 Marzo 2019 ed è composta da 18 episodi di durata tra i 6 e i 17 minuti, tempistiche di puntata alle quali Netflix non ci ha molto abituato. Così facendo sarà molto difficile desistere al più che travolgente binge watching. Ogni episodio ci trasmette qualche cosa di più o meno profondo e molto spesso l’interpretazione è lasciata a noi spettatori provocando un impellente voglia di divorarsi le successive puntate.

Con questa serie si rompono le regole della serialità, confezionando un nuovo prodotto che abbraccia fumetto, videogioco e serie televisiva. Siamo catapultati in cortometraggi di genere fantascientifico mescolato con il Fantasy, il Drama, il Black humor, l’Horror e lo Splatter con la presenza in alcuni episodi di humor.

Una piccola curiosità che troviamo all’inizio di ogni episodio è quella della comparsa di un tris di simboli che, animati da un motivo a slot machine, vanno a dare dei piccoli indizi sul contenuto della puntata.

Molteplici sono i temi toccati all’interno della serie: si parla di come il genero umano sia in declino per la sua svogliatezza, di come uomini e robot coesistano in un unico ecosistema e come scappare da un omicida; scherzi a parte, saremo rapiti dal continuo cambio stilistico che caratterizza alla perfezione ogni singolo episodio: nulla è fuori posto, come un abito sartoriale. Una volta avviato il primo episodio, saremo subito travolti dalle animazioni dell’ambiente e dei personaggi, molto caratteristiche anche di un settore come quello videoludico e fumettista.

Siamo al confine tra il reale e il virtuale coinvolti in interrogativi sulle immagini che il nostro cervello cerca di elaborare: sono animazione o attori reali?

Quello che sappiamo con certezza è che la serie non andrà vista con superficialità, le puntate scorreranno velocemente lanciandoci ripetutamente in “mondi” diversi. In poche parole, non vorrai smettere di guardare.

Marta Grazioli