EPISODI STAND-ALONE: IL FUTURO DELLO STORYTELLING

Primo decennio anni 2000, noi che aspettavamo l’orario e il giorno per vedere quella serie tv, quel cartone animato: “No, questa sera non ci sono, c’è Tutto in famiglia su Italia1”. Si trattava di storie che ci piaceva seguire, capire come si sviluppavano, cosa sarebbe successo in seguito.

Oggi, in mezzo a tutti i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo dell’audiovisivo, si assiste a un fenomeno che crescerà nel 2019, come annunciato da Wired nel suo “dizionario” delle 100 parole più influenti di quest’anno: quello degli episodi stand-alone. Si tratta di puntate che rompono il plot principale, raccontando di temi o personaggi secondari, come la trasformazione caratteriale di un personaggio. Peculiarità di questi episodi è quella di essere auto-conclusivi, ovvero esauriscono una storia all’interno della puntata stessa.

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Si tratta di un profondo cambiamento nella concezione dello storytelling. Molte serie tv ormai affermate vengono rielaborate, grazie alla sperimentazione di registi e sceneggiatori che si dedicano a questa pratica, applicandola anche a un’intera stagione: il risultato è il disallineamento delle stagioni di una stessa serie, come in American Horror Story (discorso a parte per l’ultima stagione, Apocalypse, cross-over tra Murder House e Coven). In questo caso si parla di serie antologiche, dove appunto ogni stagione o ogni puntata tratta una storia diversa, come ormai Black Mirror ci ha abituati.

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Alcuni esempi di episodi stand-alone, sono riscontrabili nella seconda stagione di Sense8, oppure nella terza stagione di Gomorra, in cui un episodio è dedico a Ciro, personaggio interpretato da Marco D’Amore, oppure ancora il sesto episodio della quinta stagione di BoJack Horseman, in cui il protagonista si dilunga in un monologo in occasione del funerale della madre.

Se fino a qualche anno fa la coerenza narrativa era essenziale, in futuro si assisterà a cambiamenti stilistici sempre più consistenti e l’episodio stand-alone sarà più frequente nelle serie tv sopratutto delle piattaforme di streaming. Ciò porterà a un allontanamento dalla pratica del binge watching e a una maggiore “collaborazione” da parte dello spettatore, il quale dovrà dedicare più attenzione alla trama della storia.

Morgana Lupica

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