BLOGGER E GIORNALISTI: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?

Quattro giorni dedicati interamente al giornalismo: Glocal è il festival che, pur mantenendo i piedi sul territorio della città di Varese, adotta una prospettiva sul mondo intero attraverso conferenze, workshop, incontri e spettacoli.

La prima giornata è partita con il piede giusto grazie ad un dibattito su un tema più che attuale: si è parlato di (e con) blogger, influencer e giornalisti. Il fil rouge? Il loro rapporto odi et amo.

L’informazione è il pane quotidiano di entrambi, ma a dividerli sembra esserci il web. I blogger hanno fatto del web il loro canale comunicativo e sono riusciti a costruirsi la propria cerchia di lettori, che ripongono in loro grande fiducia. Dall’altra parte per i giornalisti, esperti invece dei media più tradizionali, sembra essere difficile considerarli propri pari. Anzi, sembrano essere quasi loro nemici. Quali sono quindi le differenze tra i due?

Per il sociologo Enrico Finzi, la differenza di fondo sta nella deontologia: essere iscritti all’albo dei giornalisti significa essere professionisti ed aver ricevuto, tra l’altro, una formazione specifica, aggiornamenti professionali. Lo stesso albo è regolato da regole severe ed i provvedimenti lo sono altrettanto. Per Finzi, le sponsorizzazioni e le partnership sembrano invece aver trasformato blogger (ed influencer) al punto da non poter essere più comparati ai giornalisti tradizionali, proprio perché spesso non c’è una regolamentazione specifica e qualcuno a cui dover rispondere delle proprie azioni.

Schierata in prima fila a difendere il ruolo di blogger c’è niente di meno che Selvaggia Lucarelli, la quale sostiene che se il lavoro viene fatto bene e con gli strumenti dell’informazione adatti, valgono le stesse regole per tutti. La nota blogger – che a breve sosterrà anche il temuto esame per entrare nell’albo dei giornalisti – infatti dice: “Devo rispondere a ciò che scrivo esattamente come un giornalista con il cartellino”.

Al centro del dibattito tra le due parti c’è inoltre il tema delle fake news. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lombardia, Alessandro Galimberti, le ha definite dei processi artificiali con cui una notizia viene costruita per instaurare volutamente negativo verso una persona o un’istituzione. Eppure si è visto come non basti essere dei professionisti per salvarsi dal pericolo fake news: anche giornalisti e testate nazionali sono ricadute in notizie false, poi smentite. Selvaggia Lucarelli fa inoltre notare che spesso il web, pur essendo il primo a gonfiarle, è anche il primo a riuscire a sgonfiare e smentirle altrettanto velocemente.

Insomma, la domanda “blogger e giornalisti sono due facce della stessa medaglia?” rimane senza una risposta univoca. Ma, sicuramente, garantire informazioni corrette affidabili al pubblico di lettori è un impegno sia per chi dell’informazione è un professionista sia per chi non lo è.

Emma Trevisan

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