SIAMO EREDI, MA ANCHE INNOVATORI: L’EREDITA’ DELL’UNIVERSITA’ COME TRAMPOLINO DI LANCIO PER IL NOSTRO FUTURO

Eredità e innovazione sembrano due termini contrastanti: l’eredità è uno sguardo al passato e l’innovazione è uno sguardo al futuro, ma in realtà si conciliano tra loro e l’una si fonda sull’altra.

Giovedì 19 Aprile, nel Cortile d’Onore dell’Università Cattolica di Milano, in occasione della 94 giornata per l’Università Cattolica, si è tenuto l’incontro “Eredi & Innovatori. Giovani protagonisti della storia”, che ha saputo raccontare l’università come luogo di passaggio significativo in cui si raccoglie un’eredità e la si rinnova per passarla ai posteri. Sono stati chiamati sette alunni ed ex alunni della Cattolica a testimoniare il patrimonio culturale ricevuto dall’ateneo e la loro capacità nell’averlo sfruttato e innovato per diventare oggi quello che sono: manager, avvocati, ricercatori, imprenditori e.. influencer.

La “giornata per l’Università Cattolica” nasce 94 anni fa come, a detta del Rettore Franco Anelli, “trincea di resistenza contro le difficoltà del tempo, contro la necessità di affermare l’identità, la dignità e il ruolo di un’istituzione di alta formazione cattolica” come l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il senso di un evento come questo è, oggi, quello di ripensare l’università e ripresentarla alla collettività nazionale e anche a se stessa. Ogni edizione è contrassegnata da un argomento che si presta all’indagine sul ruolo di tale istituto e, quest’anno, il tema “Eredi & Innovatori  ha evidenziato come gli studi universitari lascino in eredità un patrimonio culturale che non rimane uguale e identico nel tempo, ma viene rielaborato da chi lo riceve e lo consegna alle successive generazioni.

Un esempio concreto è stato fornito dai  sette “eredi e innovatori” tra alunni ed ex alunni delle varie sedi italiane della Cattolica, chiamati a testimoniare quello che sono diventati ora e quello che hanno realizzato grazie ai loro sforzi e alle conoscenze che l’ateneo gli ha lasciato in eredità. Tra essi è presente: un manager, Mattia Macellari, che ha comprato l’azienda della madre e l’ha saputa risollevare durante gli anni della crisi delle piccole e medie imprese italiane, passando poi alla guida di Assolombarda per il sostegno di numerosi progetti imprenditoriali nati nelle università della Lombardia; un avvocato, Abdoulaye Mbodj, che, figlio di  clandestini senegalesi, ha saputo ripagare i genitori dei sacrifici fatti per permettergli di studiare legge alla Cattolica di Milano e che ora ha aperto una Onlus per sostenere la sua terra d’origine nel settore sanitario; una ricercatrice e medico endocrinologo e diabetologo, Teresa Mezza, impegnata in una ricerca innovativa per la cura del diabete; un imprenditore, Tommaso Migliore, fondatore e CEO di un’azienda che sviluppa strategie di investimento per i mercati dei capitali tramite statistica e intelligenza artificiale, impresa nata grazie a una lezione luminaria di economia che ha dato l’input all’idea imprenditoriale.

Sono poi intervenute anche: Annalisa Pellegrino, che ha studiato lingue e oggi lavora presso le Nazioni Unite di Ginevra ad un progetto che si pone come obiettivo quello di analizzare le politiche migratorie dei vari Paesi del mondo, legarle al contesto e trovarne una via di miglioramento; la bulgara Lidya Simova, che, dopo aver frequentato il liceo italiano a Sofia e gli studi universitari in scienze politiche alla Cattolica  di Milano, ora è rappresentante del Parlamento bulgaro presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles; e, infine, Silvia Fasciano, attualmente frequentante dell’ultimo anno del corso magistrale in” Food marketing e strategie commerciali” presso l’Università Cattolica di Piacenza, che due anni fa ha aperto un canale Youtube sul fitness e ora porta avanti la sua carriera da youtuber e social media influencer sulla base degli strumenti appresi durante le lezioni di marketing – studiare il target, i suoi interessi e stringere relazioni profonde con esso.

Tutti questi sono esempi di persone che hanno avuto delle idee, che hanno raccolto ciò che il percorso universitario lascia in eredità per farne qualcosa di nuovo. Avere idee non significa accendere una scintilla nell’oscurità, ma appoggiarsi sul patrimonio delle conoscenze pregresse per accendere un fuoco. Queste sette persone sono testimoni del salto che la creatività umana riesce a fare: un salto diretto verso il futuro e che parte da un trampolino di lancio, l’università.

Alice Germani

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