READY PLAYER ONE: La realtà è l’unica cosa che è reale

La storia è ambientata nel 2045 in un pianeta Terra inquinato, sovrappopolato e che sta per precipitare sull’orlo del caos. Le persone, come unica possibilità di svago dalla realtà, possono contare su OASIS, un enorme universo di realtà virtuale creato dallo stravagante James Halliday. Interessante sarà scoprire come e chi, a seguito della morte di quest’ultimo, diventerà suo erede.

Ready Player One è un film di fantascienza dispotico e futuristico diretto da Steven Spielberg e tratto dall’omonimo romanzo scritto nel 2010 da Ernest Cline che co-scrive anche la sceneggiatura del film. Il libro ha rappresentato la roccaforte della letteratura pop contemporanea basandosi sulla cultura nerd degli anni ’80 e ’90.
La pellicola vuole porre un accento sull’evoluzione irrefrenabile della tecnologia videoludica, specie quella virtuale, che sta alla base della connessione che si instaura tra il mondo OASIS e il mondo reale.

Il mondo reale descritto è ormai distrutto dall’inquinamento globale e dalla crisi che costringe la popolazione a trovare in OASIS il luogo in cui poter rifugiarsi e dimenticare le proprie paure. Solo lì l’uomo può decidere chi essere e fare ciò che vuole. L’inventore del gioco è James Halliday, un uomo dalle tante qualità ma anche bizzarro e dalle idee controverse. Il suo obiettivo è uno solo: poter garantire al mondo la possibilità di vivere in un’altra realtà. Dopo la sua morte, però, lancia una sfida a tutti i giocatori e stabilisce che chiunque riuscirà a trovare tre easter egg, chiavi nascoste all’interno del gioco e inserite ad hoc da lui stesso in persona, diventerà proprietario di OASIS e di conseguenza l’essere più ricco e stimato al mondo.

L’avventura inizia a distanza di cinque anni dalla morte del creatore. Nel corso della prima prova, una gara automobilistica piena di ostacoli raffigurati da personaggi come King Kong e T-Rex di Jurassic Park, ad avere la meglio e a impossessarsi della prima chiave è il protagonista Wade Watts alias Parzival.

Così com’è stato per la prima prova, anche nelle due successive riscontriamo la presenza di chiari riferimenti alla cultura videoludica e a quella cinematografica, le quali rendono impeccabile ed entusiasmante il lavoro di Spielberg. I richiami diretti ad opere di Stanley Kubrick, come Shining, o di Stephen King riescono a catturare in men che non si dica l’attenzione dello spettatore.

È un film che riesce ad affascinare proprio tutti, dai nerd appassionati di tutti i videogiochi agli amanti di scene action realizzate in 3D in maniera eccellente.

Di certo non vi deluderà!

Adriana Pellegrino

Annunci