ISLE OF DOGS: L’ISOLA DI WES ANDERSON IN MOSTRA A LONDRA

Wes Anderson ha fatto sorridere e sognare tutti con la sua Isle of Dogs, che quest’anno ha aperto con grande successo la 68° edizione della Berlinale e che sarà nelle sale italiane il prossimo maggio.

Questo è il secondo lungometraggio in stop-motion del regista texano, una favola divertente e ironica, ma che lascia spazio a sentimenti profondi spesso dimenticati, come l’amicizia, l’onore e la lealtà. Ma cosa succederebbe se tutti gli appassionati di Wes avessero per una volta l’occasione di immergersi letteralmente nel suo misterioso mondo di fantasia? Dal 23 marzo al 5 aprile, lo spazio delle nuove arti di Londra – The Store X – ha ospitato una mostra gratuita di tutti i burattini e le scenografie originali del film, e un caratteristico bar noodle in perfetto stile giapponese, dove lo chef Akira Shimizu del ristorante Soho’s Engawa ha offerto ai visitatori delle gustosissime ciotole di ramen fumante.

Aperto nel 2016, Lo Store X ha ospitato la London Fashion Week e alcune delle mostre più all’avanguardia, ma per due settimane sono stati i cani di Wes Anderson ad occupare la scena, e a richiamare più di 40.000 fan! Numerosi gli amanti del regista che hanno avuto l’opportunità di farsi travolgere dai meticolosi ingranaggi dell’opera di Wes Anderson, proprio nel vivo del West End di Londra. Isle of Dogs è una storia moderna di ispirazione nipponica ambientata nella città immaginaria di Megasaki, in un futuro distopico non molto lontano che trascina con sé problematiche tipiche della società odierna.

Una trama semplice che richiama la nostra attenzione sugli affetti, spesso trascurati, usando l’amico per eccellenza dell’uomo come filtro. Lealtà, solidarietà, amicizia e amore guidano ciascuno dei personaggi verso la tanto sospirata libertà dalla corruzione e dalla malvagità di una società dominata da una cieca ignoranza e da una spietata sete di potere. Realizzato presso i 3 Mills Studios a Londra e il Babelsberg a Berlino, lo stile di Wes Anderson è immediatamente riconoscibile nella trama e nella grafica, minuziosamente curate e mai lasciate al caso.

Anderson rende omaggio alla tradizione giapponese, citando il pittore e incisore Hokusai, il cinema di Kurosawa e Miyazaki ed altrettante arti classiche. Visivamente, l’aspetto fiabesco – con paesaggi meravigliosi e multicolore – si alterna a quello più ruvido e reale – fatto di cicatrici, graffi, pellicce sporche e strappate, e immondizia. Il tutto in un susseguirsi di gag esilaranti ai limiti dell’assurdo, in cui dialoghi pacati e rassegnati tra ironia e sarcasmo si alternano a battaglie a zanne e artigli e fluttuanti nuvole di cotone. I dettagli sono così fitti e finemente definiti che non vi stancherete mai di guardare e riguardare Isle of Dogs, per cogliere ogni volta nuovi particolari.

La colonna sonora pop e minimalista di Alexandre Desplat è caratteristica, coinvolgente ed incalzante, un mix riuscitissimo di taiko drumming, laconic jazz bass e i ritmi tipici della musica di Prokofiev. A dare voce ai personaggi, infine, un cast stellato: Bill Murray, Jeff Goldblum, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Bob Balaban, Greta Gerwig e Bryan Cranston. Un vero spasso provare a riconoscere le voci di questi magnifici attori! Ma vi do un aiuto: vi propongo la divertentissima intervista agli spelacchiati protagonisti di Isle of Dogs.

Insomma, l’autore americano ha impacchettato una storia avvincente ed esilarante nata da una scatola di burattini incredibilmente umani ed unicamente stravaganti, che rendono Isle of dogs un film da amare in tutti i suoi aspetti. Con la sconfinata ed instancabile immaginazione che lo caratterizza, Wes Anderson ci conduce ancora una volta nel suo mondo – come sempre – con grazia, maestria… e un pizzico di ironia.

Sara Serinelli

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