3%: Come si dice, chi merita di vivere?

In un mondo dispotico la popolazione vive in condizioni disumane e in crisi perenne, ma all’età del ventesimo anno si ha, come unica via di scampo, la possibilità di superare un Processo che può consentire di vivere nel cosiddetto Offshore, isola dalle grandi possibilità. È un luogo in cui solo il 3% della popolazione merita di vivere, ma gli è consentito solo dopo aver superato una serie di prove.3% è la serie TV brasiliana ideata da Pedro Aguilera, diretta da César Charlone e distribuita su Netflix a partire dal 25 novembre 2016. È una serie di elevata qualità e che riesce a creare momenti di grande suspense, seppur con pochi effetti speciali; catalizza l’attenzione dello spettatore grazie alla dettagliata caratterizzazione dei personaggi che evolve da una puntata all’altra e ai numerosi colpi di scena.

La serie inizia mostrandoci un mondo diviso in due fazioni: da una parte l’Entroterra, luogo di estrema e crescente crisi che costringe gli uomini a condurre una vita in miseria e dall’altra l’Offshore, luogo invece idealizzato come il più ricco e con la promessa di una vita piena di soddisfazioni. Soltanto al raggiungimento del ventesimo anno di età viene concessa la possibilità di partecipare ad un Processo che, se superato, concede al solo 3% dei meritevoli di accedervi. Il tutto consiste in una serie di prove di tipo logico, psicologico e sociologico e tramite queste i caratteri dei personaggi, nel corso della vicenda, emergono sempre di più anche grazie all’aiuto dei numerosi flashback, espedienti utilizzati ad hoc per fare illustrare il vissuto di ognuno di loro.

A catalizzare l’attenzione degli spettatori sarà un gruppo di 5 giovani che mostrano spiccate abilità già a partire dalla prima prova e che spesso saranno costretti a collaborare in team.
Un personaggio interessante e dalle molteplici interpretazioni è Ezequiel, interpretato da João Miguel, che veste i panni di colui che dirige il Processo.

Questa serie non può che non essere accostata ad Hunger Games grazie alle tante prove che i personaggi dovranno superare pur di raggiungere il traguardo da loro ambito. In questo caso, però, la meta mostra delle luci e delle ombre. Viene presentata infatti come un luogo che offre molte possibilità, ma anche come un luogo che vieta la procreazione, proprio sulla base del concetto fondatore dell’Offshore secondo cui solo i più meritevoli possono accedervi e solo dopo aver sostenuto e superato il Processo. È esclusa la possibilità che vi si possa accedere in maniera ereditaria.

È una serie che merita di esser guardata. Vi stupirà e vi saluterà con un finale che vi porta ad attendere con impazienza la seconda stagione, in arrivo sempre su Netflix il 27 aprile.

Adriana Pellegrino

 

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