Måneskin: la band più (inter)nazionalpopolare d’Italia

Da X Factor 11 a un tour che li ha portati ad esibirsi in tutti i maggiori club d’Italia, i Måneskin lanciano un singolo “Morirò da re”, disponibile dal 23 marzo su tutte le piattaforme e store digitali, e annunciano un tour per l’autunno 2018  nei principali stadi italiani.

Il progetto musicale dei Måneskin (dal Danese “chiaro di luna”, in onore delle origini della bassista Victoria De Angelis), prende corpo tra i banchi di scuola del liceo Kennedy di Roma. Si racconta che sia stata proprio la bella Victoria ad imprimere al gruppo il look, indecifrabile contaminazione di alternative rock, punk e boho-chic, che li contraddistingue.

Una breve gavetta sui palchi della Capitale, un paio di show per le strade della Città Eterna e i Måneskin, ancora giovanissimi ma con un appeal da rock star rodate, approdano ad X Factor e stupiscono il pubblico italiano. Eccentrici, rumorosi ed estroversi, il loro inedito “Chosen” impazza in radio e fenomeni di fandom  si scatenano intorno alla figura del frontman- sex symbol Damiano David.

La loro musica è nuova, diversa, fresca alle orecchie dell’ascoltatore Italiano medio, fortemente contaminata, influenzata e “pasticciata” se la si ascolta con un po’ più di consapevolezza da un punto di vista un po’ più tecnico. Influenze varie, apparentemente inconciliabili, percorrono i due brani originali della band finora pubblicati. Dal raggamuffin di Selah Sue al rock dei Red Hot Chilli Peppers, dall’alternative rock al punk. Tutte queste tendenze fanno da fil rouge anche alla costruzione di un look ad hoc che contempera l’animo dark di Damiano e Victoria (il kajal scuro sugli occhi di lui e le calze a rete di lei) e le istanze più reggae e bohémien di Ethan e Thomas, rispettivamente batterista e chitarrista della band.

“Morirò da re”, costruita su un giro di chitarra, con un testo dalle rime improbabili, è una canzone indubbiamente potente, a metà tra le urla e la seduzione, che parla di redenzione e di come dal male possa nascere il bene. C’è voglia di arrivare, di strafare forse, nel modo di cantare e in quello di suonare; c’è un graffio, uno strappo evidente nel modo di proporsi al pubblico, che rende i Måneskin un unicum nel panorama musicale italiano e li allontana, se non addirittura oppone, ai trend discografici del nostro Paese, alla nostra cara musica leggera e alla pulizia sonora e vocale che hanno fatto grande la musica italiana nel Mondo. La tendenza alla diversificazione della band rispetto al panorama musicale nostrano, è anche, all’opposto, anelito alla globalizzazione, ambizione ad inserirsi, perlomeno stilisticamente, nello scenario musicale internazionale. Se si considerano le logiche del talent show che li ha forgiati e la struttura stessa del suo format, si fa più comprensibile l’ambizione dei Måneskin a suonare “internazionali”, “come gli Americani”, a distinguersi da noi e omologarsi a loro.

Azzardo o scommessa, band di lungo corso o meteora, per tutti coloro che vogliano dare una chance ai Måneskin, dal 26 marzo, saranno disponibili i biglietti per il loro tour autunnale.

Nicoletta Raffa

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