FACEBOOK. Un social sempre meno utilizzato

Era il 4 febbraio 2004 quando il social network Facebook, nato come pagina web di aggregazione per studenti universitari americani, veniva lanciato da tre giovani e talentuosi ragazzi della prestigiosa Harvard University, segnando una rivoluzione nel mondo del digital e della comunicazione. Tocca aspettare, invece, il 14 Maggio del 2008 per averlo in lingua italiana, ma il suo apice di successo viene raggiunto ad Agosto del 2008, quando si registra su Facebook un vero e proprio boom di presenze con più di un milione e trecento mila visite (a seguire, il terzo trimestre del 2008 porta l’Italia in testa alla lista con il maggiore incremento del numero di utenti, con un +135%).

Ma ad oggi? Com’è la situazione? Nulla da aggiungere a proposito dei ricavi, che parlano da soli, continuando a conquistare grandi cifre. Facciamo qualche esempio? Basta dire che negli ultimi tempi si è raggiunta la bellezza del 47% in più del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un ulteriore aumento del 20% su base annua. Ma qualcosa è cambiato. Non si tratta di numeri, di percentuali, di fatturati o della crescita esponenziale di iscritti, che continua a fare faville. No, ad essere cambiato è qualcosa di straordinariamente prezioso, spesso indicatore veritiero e realistico dell’andamento di una società. Specie, tra l’altro, se questa è incentrata sul mondo dei social network. Di cosa stiamo parlando? Semplice, del tempo, il tempo che gli utenti trascorrono sul social, che a quanto pare non è più lo stesso. Pare infatti si sia ridotto sensibilmente, e a tal proposito si è espresso il CEO della società, specificando che sono ben 50 milioni (il 5% del totale) le ore in meno che gli utenti spendono attualmente sul social in questione. Una notizia annunciata dal re di Facebook Mark Zuckerberg. Ma a cosa è dovuto un cambiamento così importante? Molto probabilmente alla sezione Notizie, quella principale, dove sono visibili tutti i post dei propri Amici.  Rispetto agli esordi, infatti, gli utenti stanno iniziando a raccontarsi sempre meno, e quindi ad interagire meno tra loro. Di conseguenza, i contenuti pubblicati dalle varie pagine sono cresciuti gradualmente di importanza nella configurazione del News Feed di ciascuno.

Inoltre, l’utilizzo e l’accesso quotidiano stanno diventando sempre più scarsi, molto probabilmente perché la privacy, per gli iscritti, sta diventando sempre di più una preoccupazione, un tarlo a cui dedicare una maggiore attenzione. Come risolverlo, secondo il loro parere? Limitando gli aggiornamenti sui propri sentimenti, sui propri stati d’animo, pensieri, momenti intimi che prima, invece, erano in cima alla lista. Esattamente su Facebook. In questo modo, con una minore esposizione della propria vita privata, si riducono in contemporanea, e in modo drastico, anche i dati lasciati nel server in possesso dell’azienda, causando conseguentemente un’importante perdita economica nelle casse.

Un calo registrato anche dagli utenti quotidiani provenienti da Stati Uniti e Canada, tendenzialmente i due mercati più redditizi per il social di blu vestito. Nessun allarmismo, però. A quanto pare, rispetto all’importante calo del tempo si è verificato un altrettanto importante aumento del numero degli utenti. La media mensile è salita del 14% a 2,13 miliardi, mentre gli utenti quotidiani sono aumentati di 33 milioni. Tra le altre news che hanno catalizzato la nostra attenzione troviamo un curioso dato circa l’età degli utenti: infatti, secondo un recente studio, pare che Facebook stia perdendo sempre più giovani, guadagnando in compenso una fetta di pubblico più adulto. Evento alquanto inaspettato se pensiamo che si tratta di un social che ha raggiunto il maggiore successo proprio tra i ragazzi. E che invece, attualmente, sta spopolando tra gli over 55.

Volete qualche cifra? La previsione è che nel 2018 4.7 milioni di ragazzi tra i 12 e i 24 anni utilizzeranno regolarmente Facebook, circa 700.000 utenti in meno rispetto all’anno precedente. Secondo il parere di eMarketer (società statunitense di ricerca del marketing e dei media digitali) i giovani preferiscono di gran lunga utilizzare altri tipi di social come Instagram e Snapchat. Una concorrenza sfrenata, la loro, che sta causando l’abbandono da parte della quota giovane del mercato.

A tal proposito, un analista senior di eMarketer, Bill Fisher, ha dichiarato le seguenti parole: “Facebook ha u problema con gli adolescenti. Questa ultima previsione indica che è più di una semplice teoria. Fino ad ora è stato in grado di fare affidamento sulle novità che Instagram ha messo in rete. Tuttavia, il pubblico più giovane è sempre più affascinato da Snapchat. Ed ora emergono i primi segnali del fatto che gli utenti più giovani dei social network cominciano a migrare verso il social rivale”.  Tra l’altro, negli ultimi giorni Facebook, come anche gli altri social network, stanno facendo i conti con un altro temibile competitor, Vero, social che in un solo giorno ha guadagnato ben 500mila download, convincendo gli utenti attraverso una promessa: più privacy e zero pubblicità.

Quello che ci assicura Zuckerberg, però, è che “con il focus su importanti connessioni, la nostra comunità e il business saranno più forti nel lungo periodo”. In che modo? Aiutando le persone a rimanere in contatto e avvicinarle agli amici importanti. E assicurarci che il tempo speso su Facebook sia ben speso. Si tratta per molti di una sorta di ritorno alle origini da parte di Facebook. Infatti, è stata proprio la partecipazione attiva degli utenti, attività fortemente personale, sociale, che è riuscita a suo tempo a fare la differenza trasformando Facebook nel re dei social.

Insomma, uno dei buoni propositi di Zuckerberg è esattamente questo: incentrarsi sul tempo, risorsa fondamentale e in forte calo negli ultimi tempi per Facebook. Come? Assicurandosi che venga utilizzata nel miglior modo possibile, creando così una maggiore interazione, discussione e conoscenza tra i suoi utenti. Una vera scommessa sul futuro, una promessa che speriamo venga mantenuta! E voi CIMERS, cosa ne pensate?

Sara Ucci

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