Lady Bird.

CIMERS avete già visto Lady Birdl’opera che segna il debutto registico di Greta Gerwig. La Gerwig, sceneggiatrice e attrice si mette alla prova con questo coming of age, una commedia ironica e accattivante che ha come protagonista Saorise Ronan. Se siete appassionati di cinema questo è un ottimo motivo andarci, cosa  aspettate?

«Chi parla dell’edonismo della California non ha mai trascorso il Natale a Sacramento» (Joan Didion). Si ape così l’opera prima di Greta Gerwig Lady Bird.

Siamo a Sacramento nel 2002, sullo schermo appare una ragazzina dai capelli rosa, eccentrica e ribelle, Christine che si fa chiamare Lady Bird, perché è il nome ” dato a me, da me”ci dice. Lady Bird è quella ragazzina che sulla parete della sua camera da letto, ha scarabocchiato una riga di Anna Karenina “La noia: il desiderio dei desideri”. Lady Bird si sente bloccata in una città che non le appartiene, in una vita che non le appartiene, vuole tutto l’opposto di quello che Sacramento le offre, vuole essere straordinaria.

Greta Gerwig ripercorre la sua storia mescolando i ricordi personali con le pagine della scrittrice di Sacramento Joan Didion e con le esperienze di amici e coetanei. La trama è raccontata con ironia ma mai senza tralasciare l’importanza dei rapporti interpersonali. L’opera snocciola tutti gli step dei teen movie, passa attraverso l’adolescenza di una ragazzina (Saorise Ronan) trattando dei primi amori, dell’amicizia, affrontando i rapporti conflittuali con la famiglia in particolar modo con la madre, Marion.

Ed è il binomio Lady Bird- Marion che caratterizza buona parte del film, le dinamiche madre e figlia sono osservate e raccontate con grande sincerità e naturalezza, senza fronzoli.

Le preoccupazioni monetarie di Marion sono centrali in quasi ogni conversazione con la figlia, la donna è terrorizzata che Lady Bird possa guardare la sua famiglia dall’alto in basso. Ma a sua figlia poco interessano i soldi, è piuttosto preoccupata di non piacere molto alla madre. Entrambe dovrebbero guardarsi davvero ed è questo che alla fine faranno, a piccoli passi, aiutate dagli inevitabili cambiamenti che si susseguono a causa della maturità e dell’inizio del college, riusciranno ad avvicinarsi.

Il film ruota intorno alla trasformazione che scaturisce da quell’affetto innato per la propria terra, per la famiglia, quell’affetto nascosto nella ribellione, nell’opposizione, nei capelli rosa di una ragazzina che capirà solo successivamente grazie all’allontanamento e al tempo, a riconoscere quel sentimento ed accettarlo.

E quella telefonata nel finale, dopo la messa domenicale, è proprio lì a ricordarcelo: “ Ciao mamma, sono Christine”

“Lady Bird è un atto di attenzione, dunque d’amore, da parte della Gerwig non solo nei confronti della sua città d’origine, ma anche nei confronti dell’adolescenza dal punto di vista femminile, e verso questa sensazione di trovarsi sempre al di fuori rispetto a dove la vita vera sta accadendo”.

Simona Damanti, Federica Caroli

 

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