ELISA ROTA RACCONTA LE COOPERATIVE #1. UN VIAGGIO TRA ASSOCIAZIONI E IMPRESE SOCIALI

Quanti di noi hanno almeno una volta hanno sognato di aprire un’impresa di successo? Lavorare seguendo la propria passione, coinvolgere persone interessanti, dimostrare a tutti quanto vali. Al giorno d’oggi capita di sentire pareri discordanti riguardo la fattibilità di una tale avventura.

I più pessimisti citano l’ipercompetitività del mercato, l’inaffrontabile necessità di capitale, e finiscono per considerare ogni tentativo vano. In effetti le condizioni in cui ci troviamo non sono tra le più prospere. Il tasso di disoccupazione giovanile Italiano si aggira sul 40%, più del doppio di quanto non fosse nel non lontano 2007, quiete prima della tempesta.

Fare impresa in Italia è dunque un‘ “Impresa” impossibile? Tantissimi sono gli esempi di giovani ragazzi e ragazze intraprendenti, che seguendo la loro passione sono riusciti ad affermarsi come professionisti. In questo contesto si posiziona l’incontro a tema “Cooperative”, che ha avuto luogo il giorno 6 Ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove la relatrice Elisa Rota ha spiegato cosa vuol dire fondare e gestire un’impresa cooperativa.

Il suo percorso, che la porterà ad affermarsi come event manager ed infine start-upper, inizia assieme a qualche ragazza appassionata ed una grande voglia di mettersi in gioco. Teatro, musica, arte e cultura erano i diversi interessi di questo gruppo, accumunati tutti da un pensiero comune: i bambini. Viene fondata così l’associazione “La piccola Fucina”, con la volontà di concentrarsi esclusivamente sui più piccoli, e sulla loro formazione attraverso teatro e cultura. La forma societaria era appunto quella dell’associazione, dove i componenti – gli associati – sono legati al perseguimento di uno scopo comune no-profit. Sebbene il denaro raccolto non possa essere diviso tra i soci, si può comunque remunerare tramite compensi gli amministratori e i dipendenti. Tale forma giuridica, oltre ad essere tra le più semplici ed economiche, gode inoltre di alcuni vantaggi fiscali, rendendola un’alternativa ideale per chiunque voglia operare in ambito culturale.

L’attività tuttavia risentiva di alcuni problemi, primo tra tutti la grande difficoltà di collaborare con le scuole pubbliche, sistematicamente poco efficienti ed organizzate. La soluzione fu di traslare il rapporto di lavoro sui privati, proponendosi come fornitori di eventi culturali. Dopo alcuni lavori importanti tuttavia, i soci si accorsero che l’abito giuridico dell’associazione era diventato più un peso che un vantaggio: il minimo capitale sociale richiesto non era sufficiente a donare credibilità istituzionale a garanzia all’intera attività. Passarono per queste ragioni alla cooperativa, ente con scopo mutualistico no-profit, focalizzandosi poi anche su concorsi e bandi regionali, nazionali ed europei.

Mentre Elisa Rota racconta la sua storia, appare chiaro come quello che prima era un semplice esperimento, fosse diventato per lei una vera e propria direzione verso cui tendere. Gli anni in cooperativa le hanno permesso non solo di ampliare i contatti, ma hanno posto le basi operative, organizzative e relazionali per il successivo lancio di “Artoo”, start-up in capo alla cooperativa “Alchemilla” – di cui Elisa Rota è co-founder – che vuole rendere più accessibili i luoghi di cultura a famiglie e bambini tramite tablet e smartphone.

La sua carriera da un lato, dall’altro tanti consigli in pillole per fare ciò che si vuole fare, nel miglior modo possibile. Ampliare e sfruttare i contatti senza aver paura di chiedere; fondare ogni nuova idea su dati effettivi e misurabili, reperendoli tramite il mondo digital e dei Big Data; concentrarsi sulla valorizzazione di quelle informazioni a costo zero presenti in grande quantità nell’era del web2.0. Ma soprattutto credere sempre in sè stessi, senza mai perdersi d’animo.

Chi se non le nuove generazioni possono proporre nuove idee e nuove soluzioni? Nella nostra economia malconcia il ruolo dei giovani ben presto diventerà cruciale nella definizione di nuovi e vecchi Business, ma sta a noi dimostrare il nostro valore. Passione, intraprendenza e coraggio. Questa è la ricetta del successo per noi futuri professionisti del domani.

Riccardo Guerra

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