BE POSITIVE E ALA ONLUS. UN INCONTRO SOCIALE E CULTURALE

Non una semplice lezione quella della Professoressa Roberta Carpani, ma molto di più. Un incontro con due professionisti: Antonio De Ercole e Alessandra Costa. CIMERS immergetevi in questo racconto e scoprite tutti i dettagli!

Alessandra Costa è una danzatrice e interprete poliedrica, trasferitasi in giovane età in Francia dove ha potuto approfondire i propri studi di contemporaneo, approcciandosi anche al mondo teatrale e collaborando con Peter Goss e Marc Wels. Ora si trova a capo di una compagnia di teatro danza, Compagnia Balafori, con la quale ha partecipato a numerosi festival prestigiosi nazionali e internazionali.

Questa esperienza artistica l’ha portata alla realizzazione di un progetto: Be Positive… fino a qui tutto bene. L’obiettivo è quello di raccontare e narrare attraverso il movimento e il gesto la storia di una ballerina affetta da HIV. Il tema della sieropositività ancora oggi risulta difficile da affrontare, perché viene limitato al mondo omosessuale. In realtà gli esperti affermano che i casi di contrazione di questa malattia sono molto più frequenti tra gli eterosessuali e che Milano sia la seconda città europea con il maggior numero di infetti. Sintomo del fatto che in Italia, probabilmente, il tema non è stato sviluppato nel miglior modo possibile e che sia necessaria ancora un’attività di comunicazione e informazione indirizzata principalmente verso i giovani in età adolescenziale e tra i 25 e 40 anni.

Nell’ultimo anno questo progetto artistico ha trovato il sostegno di una Onlus molto attiva nel contesto milanese, ALA. L’Associazione Lotta Aids, da più di 20 anni, è un’organizzazione laica che si occupa della tutela della salute, inclusione sociale, lotta alle discriminazioni e cooperazione sul territorio nazionale e internazionale. Oltre a valorizzare l’approccio interculturale, cerca di sostenere le persone in difficoltà, affrontando progetti a tutela contro violenze di ogni genere, divertimento sicuro e sessualità protetta.

Questa partnership ha permesso di unire due tipologie di linguaggio differenti, ma che sono state in grado di fondersi e di sostenersi vicendevolmente. Grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, da sempre presente come partner finanziario a proposte artistiche di questo genere, lo spettacolo di Alessandra Costa è stato proposto in diverse scuole, licei e università, al fine di sensibilizzare i giovani ad una maggiore tutela della propria vita. Si è inoltre notato che aprire conferenze o incontri per la prevenzione con performance artistiche ha permesso di catturare l’attenzione dei ragazzi, costruendo intorno alla tematica una sensibilità e profondità emotiva non scontata. Non è facile portare sulla scena una malattia come questa, che non si manifesta sul piano fisico in modo evidente, ma che ti cattura e ti imprigiona da dentro.

Tra gli oggetti di scena per la narrazione un palloncino bianco trasparente, che viene mosso delicatamente tra un uomo e una donna, simbolo al contento della protezione e della mancanza di essa. Ad oggi lo spettacolo, per quanto di valore culturale, artistico e sociale, fatica a trovare sponsor e a farsi spazio nel tessuto milanese. Tuttavia sono proprio iniziative come queste che dovrebbero essere costantemente sostenute, anche economicamente, da enti pubblici e privati. La comunicazione riguardo la prevenzione e l’attenzione sessuale non è mai banale, ed investire nella salute dei propri cittadini del domani è fondamentale. Non si parla solo dello stare bene o dello stare male, di ammalarsi o meno, si parla di un’educazione sessuale e conseguentemente emotiva, che purtroppo ancora manca, e di cui lo Stato dovrebbe farsi carico.

Perché allora non introdurre nelle scuole delle ore di lezione dedicate proprio alla sessualità? Perché questo tema deve rimane sotto diversi aspetti ancora poco trattato o marginale? C’è bisogno di abbattere dei muri di silenzio, e ben vengano delle associazioni e delle realtà artistiche che scelgono di combattere per il sociale.

Michela Baietto

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