#HATEISOUT. CAMBIARE LA RETE PER CAMBIARE LA REALTA’

Si dice spesso che non esiste giusto e sbagliato, ma che tutto dipende dalla prospettiva da cui si guarda. Per l’odio online nei confronti delle donne non è così: esiste una parte giusta ed è quella che CIMO con la campagna #Hateisout: Schierati dalla parte giusta della rete ha deciso di promuovere.

Ideata dagli allievi del corso di Media e Reti Sociali tenuto dalla professoressa Elisabetta Locatelli, la campagna risponde alla sfida lanciata da Facebook ed EdVenture Partners all’interno della Peer to Peer: Global Digital Challenge (#p2pchallenge), una competizione che coinvolge atenei da tutto il mondo (di cui gli unici italiani sono la UCSC e l’Università di Cagliari) nel creare un progetto che sensibilizzi i propri pari riguardo al tema dell’hate speech in rete.

Sulla scelta del focus non ci sono stati dubbi: a partire dai fatti di cronaca, come il caso di Asia Argento (se ne cita uno per citarne molti altri), dai dati forniti da statistiche come quella di VOX e dai questionari prodotti dagli studenti stessi, l’attenzione si è rivolta alla violenza in rete nei confronti delle donne. Risulta infatti che il 25% di queste è stata vittima di insulti online: questo significa che su 10 amiche, 4 hanno sperimentato o hanno alta probabilità di subire hate speech sulla rete. Potrebbe essere la nostra compagna di università, sorella, madre, fidanzata: potrebbe essere una delle persone importanti per noi. Per questo schierarsi è indispensabile: CIMO ha deciso allora di intervenire su Milano, città molto interessata dal fenomeno, creando una campagna online e offline di informazione e mobilitazione che miri ad arginare i commenti d’odio a sfondo sessuale rivolti alle donne. Non si tratta solo di combattere chi già li alimenta ma sensibilizzare la maggioranza silenziosa, che resta a guardare senza intervenire. E in questo gli studenti hanno un ruolo fondamentale nel promuovere un nuovo modo di essere social, più educato ma non meno libero.

Sui social media è possibile rimanere aggiornati sulla campagna seguendo la pagine Facebook ,  il profilo Instagram  e il sito web, dove si trovano articoli, meme (vi ricordate “Sii come Bill”?) e tutorial per difendersi da eventuali episodi spiacevoli. Inoltre si sono svolti e ancora si svolgeranno eventi offline, gli Hateless Day: “L’Acchiappapensieri” di venerdì 17 e “Il Voltapiatto” di mercoledì 22 che hanno già coinvolto CIMERS e non e continueranno a farlo (per tutte le foto seguite la pagina su fb!).  Ultimo ma non meno importante è “La Cattolica in blu”, programmato per il 29 novembre, che consiste nell’indossare un capo di abbigliamento blu in modo da colorare i nostri chiostri in segno di solidarietà. Si preannuncia qualche sorpresa e indiscrezioni dicono che ci potrebbe essere qualche influencer piuttosto interessante…

I modi per partecipare alla campagna non sono però finiti: è possibile impegnarsi in prima persona scrivendo sulla mano #HATEISOUT e pubblicando la foto sui propri profili social. L’obiettivo è cambiare la rete per cambiare la realtà. Ma per fare questo è indispensabile prendere una posizione, quella del rispetto e della libertà. Tu da che parte stai?

Gaia Amadori

Annunci