EUROPA A DOMICILIO: ARTE, GIOCO E COMUNITÁ

Recentemente sono stata ospite di un evento organizzato da ZONA K in una casa privata. Ho partecipato a quella che mi avevano descritto come una rappresentazione teatrale interattiva. In realtà è stato molto di più.

Mi sono presentata con le aspettative di vedere, appunto, un’opera teatrale; quello a cui ho preso parte invece  è stato  un vero e proprio gioco di ruolo in cui il protagonista indiscusso era l’Europa. Dopo un primo momento di spiazzamento, devo dire che l’esperienza si è rivelata estremamente interessante.

L’attività prevedeva la presenza di un numero definito di persone – 15 per l’esattezza – e i compiti di ciascuna erano dettati da uno strano marchingegno chiamato simpaticamente “Terry” che svolgeva il ruolo di master del gioco.

Il gioco era diviso in varie fasi. Nella prima tutti i partecipanti, riuniti attorno ad un tavolo, a turno, dopo aver premuto un bottoncino verde, seguivano gli ordini/indicazioni emessi da Terry sotto forma di scontrini. I compiti erano abbastanza vari, dal chiedere se facessimo parte di onlus o fondazioni a chiedere il viaggio più strano mai fatto. In ogni caso, in maniera più o meno indiretta, il denominatore comune dei vari compiti o domande posti era sempre l’Europa.

Se all’inizio però ognuno giocava per conto suo, a un certo punto siamo stati suddivisi in microgruppi di due persone definiti sulla base degli interessi comuni risultanti dalle domande iniziali. Compito dei microgruppi: entrare in relazione tra loro creando dinamiche più o meno favorevoli, dove le scelte di ognuno influenzano non solo se stessi ma anche gli altri gruppi, esattamente come le scelte di uno Stato necessariamente influiscono sulle scelte di un altro Stato. Il tutto regolato da monitor che indicavano ai gruppi cosa dovessero fare e che registravano e aggiornavano i punteggi.

Il gioco si è quindi concluso con una bella mangiata collettiva: ogni gruppo aveva diritto ad una fetta di torta la cui dimensione era direttamente proporzionale al punteggio. Ogni scelta dei gruppi influiva sui punteggi e al variare dei punteggi variava in automatico anche il diritto alle porzioni di dolce.

A parte i piacevoli risvolti culinari sicuramente l’esperienza è stata interessante per molti altri motivi. Attraverso un momento ludico e spensierato gli autori di questa rappresentazione ci hanno fatto riflettere su quali siano i vantaggi (ed eventualmente gli svantaggi) del partecipare ad una realtà condivisa, ad un mondo non più statale ma Europeo. L’apertura dei confini permette non solo una maggior libertà di movimento ma anche una miglior circolazione di capitali e di sviluppo di un mercato unico condiviso. Gli Stati, mediante l’Europa crescono e imparano gli uni dagli altri, si supportano perché il bene dell’uno è strettamente correlato al bene del suo “vicino di casa”.

Risulta importante comprendere che ogni scelta compiuta si ripercuote su tutto il sistema: il ruolo dei singoli giocatori si intreccia con il ruolo che gli Stati occupano nell’Unione. Lo scopo di questa rappresentazione risulta alla fine essere la ricerca di che cosa voglia dire per noi “Europa”, una definizione che potrebbe partire tanto da un punto di vista geografico, quanto politico o culturale.

Se volete provare anche voi questa fantastica esperienza, visitate la pagina dedicata sul sito di ZONA K, avete tempo fino a metà giugno. Buona Europa a tutti!

Benedetta Sgaravato

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