CimoTopTalents #9 Premio Donne in Tesi, Susanna Ciucci vince con una tesi sull’identità della donna al tempo dei social network

E’ di CIMO la vincitrice del Premio Donne in Tesi, promosso dal Comune di Crema. Susanna Ciucci, già autrice della raccolta di racconti “Disegni tra le nuvole, porta a casa un’altra importante medaglia con la sua tesi magistrale e individua quattro archetipi della “donna moderna”.

Impossibile non ricordarsi di lei, Susanna Ciucci, un anno fa pubblicava con L’erudita, casa editrice indipendente, “Disegni tra le nuvole”, raccolta di brevi racconti che invita ad alzare gli occhi al cielo, a sognare e a riconquistare il tempo perduto nella vita frenetica di tutti i giorni.

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Susanna Ciucci con “Disegni tra le nuvole”

Un anno dopo Susanna vince la quarta edizione dell’importante bando proposto dal Comune di Crema in collaborazione con l’ Assessorato delle Pari Opportunità, dedicato alle tesi di laurea che affrontano tematiche relative alla presenza femminile nelle aree economiche, sociali, politiche, scientifiche e artistiche della società. La giovane autrice con la sua tesi “Profili di donna. L’identità femminile ai tempi dei social” non solo individua quattro pittoresche tipologie di donne ma prova a delineare l’ identità della complessa donna di oggi.

«L’ideale della casalinga è scomparso dai modelli aspirazionali, le donne vogliono far carriera, ma credono ancora e cercano l’amore, la relazione stabile, consapevoli del fatto che non sia una prigione ma una risorsa importante per la propria felicità» spiega Susanna.

Per la sua indagine Susanna ha utilizzato il sito dating Meetic che le ha permesso di analizzare in che modo le donne si presentano ai potenziali partner romantici e che tipo di relazioni cercano, il blog “Cosa pensano le ragazze di Concita De Gregorio, il quale raccoglie numerose video-interviste di donne italiane ed il blog “La ventisettesima ora per capire quali sono i temi più scottanti e gli argomenti più dibattuti su una piattaforma tipicamente “al femminile”.

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Il premio vinto da Susanna Ciucci

Da questa analisi, Susanna ha tentato di tracciare un affresco quanto più dettagliato possibile dell’identità femminile nella realtà contemporanea ed ecco i quattro profili che la sua ricerca ha permesso di individuare.

La donna “fragile”, incarna lo stereotipo di donna debole ed emotivamente instabile diffuso nella mentalità misogina, che finisce spesso per rimanere schiacciata sotto il peso degli imperativi altrui, teme il giudizio – soprattutto estetico – e per questo si spoglia o ricorre alla chirurgia estetica per piacere.

La donna“equilibrata”, quella che riesce a trovare un equilibrio tra famiglia e lavoro, che sa prendersi cura dell’Altro senza abnegare se stessa.

La donna “idealista”, quella che dedica la propria vita a un ideale, a un progetto che non ha un fine egoistico ma altruistico.

La donna “autoaffermativa”, la carrierista che vede la relazione come un vincolo e preferisce dunque collezionare avventure, che assume le vesti della femme fatale o della “stronza”, e può considerarsi l’emblema di un’emancipazione negativa che recide ogni legame e s’illude di bastare a se stessa.

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Copertina della tesi di Susanna Ciucci

La rete, che Susanna definisce “luogo antropologico”, è diventato nuovo contenitore di discorsi ed le ha offerto notevoli spunti e per la sua indagine.

«Luce Irigaray ha scritto che “ogni epoca ha una cosa da pensare, una soltanto, la differenza sessuale, probabilmente, è quella del nostro tempo”. – spiega Susanna- Una differenza tra uomini e donne esiste, lo sentivo, perciò volevo comprenderla, analizzarla e, partendo da essa, capire come si sia evoluta la figura della donna, dal punto di vista sociale e culturale. Mi sono chiesta: chi sono, come sono le donne di oggi? Che tipo di relazioni cercano, di cosa parlano, cosa desiderano, quali ambizioni hanno, come vivono questa differenza? Per dirla in altre parole, volevo capire se noi donne vogliamo davvero “essere sottomesse” all’uomo o se, nel percorso verso l’assoluta parità, stiamo rischiando di lasciare indietro dei pezzi importanti della nostra identità di genere».

Una donna forte, determinata che ha la voglia e la capacità di trasformare quelli che un tempo erano considerati gli ostacoli alla sua emancipazione economica, culturale, sociale, psicofisica in mattoncini per la costruzione di un’identità più solida, più sofferta, più consapevole.

«Noi donne abbiamo una grande forza, sappiamo vincere non malgrado ma grazie alle relazioni. Perciò mi piacerebbe rivolgermi anche agli uomini, perché non possiamo escluderli dalla battaglia al maschilismo – stipendi più bassi, ruoli meno importanti, discriminazioni – la differenza, così come la parità, parte anche da loro. Dobbiamo coinvolgerli, non combatterli o spaventarli. Dopotutto, come diceva Luce Irigaray, “siamo sempre in due”» conclude la scrittrice.

CIMOreporterGinevra De Fabritiis Galli

 

 

 

 

 

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