CimoTopTalent #7 Contemporary art curator, chi è e come si fa. Alessandra Stefanini racconta

Alessandra Stefanini, tra i grandi nomi che hanno partecipato all’organizzazione della mostra The Guardians dell’artista Adrian Paci ai Chiostri di Sant’Eustorgio di Milano c’è anche lei. La CIMER ha realizzato il suo sogno e ha collaborato come assistente di Gabi Scardi, nota curatrice e critica d’arte che ha organizzato mostre a Roma, Venezia, Los Angeles, Copenaghen, Londra e San Francisco.

 «Sono entrata in questo loop e non riesco più a disfarmene» la risata ironica fa subito capire che è proprio questo lo spirito con cui Alessandra Stefanini spiega la sua passione per la storia dell’arte.

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Alessandra Stefanini

 

 «Mi sono laureata in Filosofia e Comunicazione all’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, successivamente ho deciso di iscrivermi a CIMO, in quanto considero la comunicazione  un completamento utile al mercato dell’arte. -spiega Alessandra- Tutto quello che ho studiato fin’ora è sempre stato parallelo alle mie passioni, ma mai al centro del mio percorso accademico, speravo in uno stage che abbracciasse il mio fermento per l’arte, in particolare contemporanea, e fortunatamente ho incontrato Gabi Scardi che ha deciso di prendermi come assistente stagista ai fini dell’allestimento di una mostra».

 Alessandra Stefanini, talent girl di questa settimana, spiega come un’esperienza curricolare può essere costruttiva sia dal punto di vista lavorativo che personale.

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Visitatori alla mostra

 

«La liaison fondamentale è partita dallo stage CIMO, l’Università, infatti, grazie a collaborazioni esterne con professionisti, propone e fornisce a noi studenti, strumenti utili per conoscere, raggiungere e scoprire realtà che difficilmente da soli riusciremmo a trovare.  Nel mio caso, ho avuto la possibilità di entrare in contatto con una delle più note curatrici e critici d’arte. – Alessandra continua – In un mese di affiancamento alla dottoressa Scardi, ho imparato più che in sei mesi in un comune museo; fin da subito ho avuto responsabilità di tipo tecnico-gestionale all’interno dell’organizzazione del lavoro, le mansioni assegnatemi spaziavano dal coordinamento di contatti con la galleria di riferimento, a pratiche di supervisione di testi guida destinati alla spiegazione della mostra. Seguire la mostra di Adrian Paci ai Chiostri di Sant’Eustorgio, nei paraggi della Darsena, è stato un evento originale e allo stesso tempo eccentrico, il tratto singolare di questa esperienza è stato proprio il tema dell’esposizione».

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Un momento del percorso

La mostra, dal titolo “ The Guardians”, è composta da nove opere, tra sculture, composizioni fotografiche e video, Paci parla dell’ identità, della migrazione, dello scambio tra culture, approdando a profonde riflessioni sulla propria patria e non solo.

L’originalità dell’artista parte dalla scelta della location: tra reliquie e argenterie del complesso museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio le opere di Paci contrastano e valorizzano l’ambiente circostante, una di queste ++è esposta al centro della sacrestia. L’opera è “Home to go”, una ricostruzione a dimensioni reali dell’artista, che spoglio di tutti gli abiti trasporta un pesante tetto sulle spalle. L’opera esprime la fatica di avanzare carichi della nostra storia, ma anche del pesante fardello della nostra identità, complessa e stratificata.

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L’opera Home to go

Alessandra spiega :«La fatica non è stata trasmessa solo dall’artista, ma da ogni membro dell’assetto organizzativo, dalla curatrice, agli allestitori, ai tecnici e alla sottoscritta, si parla ovviamente di piacevole impegno. E’ scontato che all’inizio di qualsiasi carriera, è necessario trascorrere un periodo di sacrifici finalizzati ad imparare un mestiere, la fase bottom up è per tutti. Così come è per tutti la sensazione di gratificazione nel vedere stampato il proprio nome su ripetuti colophon da 60x160cm il giorno dell’inaugurazione: ti sembra davvero che i tuoi sogni, a volte si possano realizzare».

Con un ritmo lavorativo incalzante, l’ansia da prestazione e il sospetto che pian piano il lavoro di organizzatore di eventi la stresserà proprio a causa delle sorprese e degli imprevisti sempre dietro l’angolo, Alessandra esordisce ad alta voce e con piena convinzione :«Questa è la vita che mi sono scelta e questa è la vita che voglio!».

La mostra di Adrian Paci per cui Alessandra ha curato l’allestimento e non solo, sarà aperta e visitabile fino al 25 giugno.

CIMOreporterGinevra De Fabritiis Galli

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