FESTIVAL MUSICALI: IL BRAND SANREMO. Essenza della cultura italiana tra passato e futuro.

Anche quest’anno, il palco del Teatro Ariston e il palinsesto della Rai saranno pervasi dall’atmosfera musicale del Festival di Sanremo, famosissima manifestazione che celebra, ormai dal 1951, la canzone italiana. Da martedì 7 a sabato 11 febbraio, potremo ascoltare testi assolutamente inediti degli artisti nazionali che, a colpi di note, si contenderanno il prestigioso Leone di Sanremo. Con la gentile collaborazione del Professor Luca Monti, docente ed esperto di organizzazione di eventi, scopriamo insieme come questo spettacolo musicale sia giunto alla sua 67° edizione.

Nel panorama odierno, si può notare una costellazione di festival ed eventi performativi di vario genere: quali sono le peculiarità di questi format e come renderli sempre più innovativi e “attractive”?

È presente in effetti in questo momento nella società italiana una polverizzazione di eventi performativi ma, secondo me, la caratteristica fondamentale di tali manifestazioni è partecipare in prima persona, dal vivo. La qualità distintiva di un evento performativo è proprio la dimensione della presenza: quello che accade in quel momento è un fatto unico. Quindi, io invito sempre anche i  nostri studenti a partecipare a tutte le forme teatrali. Un esempio: l’anno scorso Expo ha avuto un grande successo, soprattutto nell’ultimo periodo, perché bisognava essere presenti e andare lì fisicamente, anche solamente per fare una passeggiata sul lungo decumano, senza necessariamente entrare nei padiglioni. Di fronte ad un evolvere sempre maggiore dei social media e anche alla loro importanza, che non voglio sminuire, anzi, sono fondamentali per la comunicazione, quello di cui ha bisogno l’uomo è condividere una festa, dove le persone sono vicine e vivono una relazione di amicizia o di affetto.

 Come nasce e come si evolve il concept alla base del Festival della musica italiana?

Il Festival della musica è, secondo me, l’essenza della cultura italiana: è proprio la radice dell’esperienza festiva degli Italiani. Siamo un popolo festoso, creativo, che ama lo stare insieme in un modo divertente. In questo senso, una cosa apparentemente leggera come una canzone è diventata il simbolo attraverso cui la società si rappresenta. È come se questa fosse l’unica vera festa nazionale italiana che parte da un luogo fisico circoscritto ma molto significativo: Sanremo è una città di mare, è una città dove questo festival avviene d’inverno, non durante la stagione calda, quando il mare evoca il turismo. L’idea è molto semplice: una gara canora, imprescindibile, con vincitore ed eliminati, ufficiata da un presentatore, un’eccellenza e, attorno al presentatore, si crea un sistema che riprende altri elementi importanti della cultura e della produzione italiana: la moda, l’osservazione di come sono vestiti i personaggi, la dimensione del gossip, della polemica, dello scandalo. Tutto questo viene offerto dalla Rai, ovvero il sistema più importante di comunicazione mediatica in Italia, il servizio pubblico. Mare, fiori, stile di vita leggero e brillante, il gusto per la polemica e la qualità delle canzoni, che spesso passano in secondo piano e che seguono la linea melodica italiana: questi sono gli elementi del concept che è diventato emblematico dell’unica vera festa condivisa italiana.

Secondo Lei, nel contesto odierno questo format riesce ancora a rappresentare efficacemente l’“identità italiana”?

Anche se sembra che ci siano tanti detrattori del Festival di Sanremo, avendo la fortuna di partecipare come giornalista e di essere nella sala stampa Lucio Dalla, ho notato che, in realtà, un semplice commento su Facebook ha una serie infinita di likes e genera altri commenti: anche se da molti è considerata una manifestazione un po’ vecchia, il Festival di Sanremo mantiene una forma di interesse da parte di tutti. Credo che l’identità italiana si rispecchi ancora molto in questo momento festivo. Grazie a Carlo Conti, conduttore molto intelligente e capace di gestire al meglio i rapporti con la stampa (fondamentale per il riverbero della popolarità del Festival), la selezione dei cantanti si è rivelata strategica per coinvolgere diversi target, compreso quello dei giovani, e ciò risulta ancora più evidente con la scelta di Maria De Filippi, che è la regina di Amici e l’emblema della modalità nuova che permette ai giovani di arrivare al successo.

Quali sono i fattori che hanno portato ad una crescita degli ascolti del 10% dal 2014 al 2016? Quali sono le tendenze evolutive che potranno mantenere saldo il “brand Sanremo”?

Ritengo che Carlo Conti, venendo dal mondo della radio e conoscendo molto bene la musica leggera, abbia fatto una buona attività di direzione. La Rai ha investito molto bene in sponsorizzazioni e pubblicità: quest’anno è stato scelto un unico sponsor, Tim, una delle aziende più rappresentative del nostro paese. Inoltre, sono stati fondamentali la gestione del rapporto con i giornalisti, che sono ospitati in due sale stampa e che hanno a disposizione il Palafiori, e la presenza dei social media, che ha permesso di utilizzare le dirette live, coinvolgendo i più giovani in una grande conversazione.

Sarebbe interessante, per il futuro, evidenziare della categorie di pubblico (così come è stata implementata la sezione dei giornalisti accreditati) per permetter loro di vivere l’esperienza della città. Occorre trovare target specifici: per esempio, delle giurie di qualità, legate al mondo dei giovani, degli studiosi di comunicazione e delle Università. Sarebbe poi interessante coinvolgere coloro che si occupano di turismo e design territoriale, per studiare il fenomeno di Sanremo e per creare un sistema reticolare, che coinvolga anche i beni culturali e l’enogastronomia, rappresentativi del lifestyle italiano.

Quali competenze sono fondamentali oggi per poter organizzare eventi? Ha qualche consiglio pratico per noi studenti di CIMO?

Penso che sia essenziale la curiosità per tutto ciò che il mondo culturale propone, penso che sia molto  importante costruire relazioni sempre più forti dal vivo. La comunicazione deve essere fondata su esperienze concrete, reali, dove la grande riflessione sul senso della vita e delle emozioni sia al centro. Occorre, poi, studiare bene i nuovi media, padroneggiare le nuove tecnologie e non pensare che la cultura sia qualcosa di distante dalla realtà: il Festival di Sanremo è popolare e tradizionale e, se fatto con cura, può diventare un prodotto di eccellenza.

Parte il conto alla rovescia per questo attesissimo evento, all’insegna della musica e dello spettacolo: cinque giorni in cui le eccellenze italiane esibiranno le loro doti canore, in un’atmosfera magica e sorprendente offerta da una delle più famose località liguri. Buona visione a tutti!

 CIMOreporter – Deborah Gaudio

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