FOTOGRAFIA CREATIVA E INSTAGRAM: QUANDO UN’IMMAGINE RACCONTA PIU’ DI MILLE PAROLE

Prima delle vacanze natalizie e per i futuri scatti CIMO, grazie alla collaborazione con la dottoressa Sara De Luigi, ha dato spazio all’informazione relativa all’immagine fotografica nelle sue sfaccettature, attraverso un approccio teorico-pratico, al social network Instagram.
Un gruppo di cimers, tra il 13 e il 14 dicembre, grazie al workshop organizzato e presenziato da Sara De Luigi, ha concentrato l’attenzione su Instagram e sulla fotografia postata attraverso questo portale.
Insta-gram: termine che nasce dall’unione di due concetti ovvero quello dell’immediatezza del messaggio fotografico, come se fosse un telegramma, e quello della possibilità di modificare questo attraverso scelte di filtri e formati. L’applicazione, sviluppata da Kevin Systrom e Mike Krieger, è stata lanciata il 6 ottobre del 2010, inizialmente disponibile solo su iOS, mentre, dal 21 novembre 2013 è stata pubblicata la versione per Windows Phone. Sicuramente il successo di Instagram in parte è dovuto al fatto che sia completamente gratis, ma dall’altra parte dobbiamo dare merito all’idea e alla sua natura social che consente agli utenti di scattare fotografie e condividerle con il mondo mettendo mi piace a loro volta agli altri utenti. Instagram inoltre offre la possibilità di scegliere se utilizzare un profilo pubblico in cui si dà la possibilità a chiunque di seguire e fruire delle immagini postate, oppure privato dove invece le foto potranno essere viste solo su autorizzazione dell’utente.

Con il tempo, Instagram ha raggiunto un successo tale che sono nati dei veri e propri gruppi detti community e degli eventi incentrati sull’applicazione. Instagram rappresenta il primo servizio di photo-sharing, secondo social network dopo Facebook e rappresenta ormai la quotidianità di un’alta fascia di popolazione, disseminata in tutto il mondo con centri nevralgici in Europa e nei paesi latino americani.
Philippe Gonzalez, creatore di Instagramers, un movimento di appassionati di Instagram, ha contribuito a trasformare l’App e la cosiddetta iPhoneografia, le foto scattate con l’iPhone, in un fenomeno di massa. Sara De Luigi, ha riportato tramite la sua esperienza, essendo co-fondatrice di una community ovvero Igers Varese, il mondo degli Instagramers nelle sue peculiarità. Un mondo che permette la crescita di consapevolezza intorno al mondo della fotografia sul social nella sua tecnicità e ricercatezza.
Sono vari i modi attraverso i quali l’utente si approccia alla piattaforma di Instagram. Vi è un utente definito “regular user”, che utilizza la piattaforma adottando la tipologia di un profilo chiuso e in maniera speculare a quella di Facebook. In secondo luogo vi è l’utente detto pro user” ovvero colui che utilizza Instagram con una maggiore consapevolezza, fino ad arrivare, in ultima istanza alla figura del “pro user influente”; quest’ultima tipologia ha tecnicità, consapevolezza e finalità specifiche nell’utilizzo del social e riesce ad allargare il suo bacino di follower diventando così influente sul web.

In connessione alla tipologia dell’utente che si approccia al social per la pubblicazione di immagini evocative e non, durante la prima giornata del workshop, vi è stata anche l’acquisizione di una competenza maggiore intorno alla costruzione di storie attraverso una foto. La condivisione di foto è diventata un modo incredibilmente potente, per il singolo, per le aziende e per i brand, di fare storytelling. Le storie d’altronde stimolano lo sviluppo emozionale e la fantasia e ci forniscono copioni di vita fin dall’infanzia. Le caption, ovvero le didascalie presenti nella parte inferiore di ogni immagine, sono punto focale insieme all’immagine, di attenzione. Una narrazione diventa efficace quando suscita identificazione, quando è utilizzata per costruire il proprio sé.
Il successo evocativo di ciò che si posta nasce proprio dall’incontro di prospettive particolari nel momento dello scatto e della costruzione di una specifica realtà attraverso ciò che produciamo con il messaggio scritto. La ricerca di un’atmosfera rallentata rappresenta un nuovo modus all’interno delle foto, che punta insieme alle precedenti caratteristiche a raggiungere il fine stesso del social in questione: trasformare l’ordinario in straordinario.
Il passo successivo, dopo il primo teorico, è stato quello pratico: 3,2,1 motore, ciak , azione.
Milano, parco Sempione, ore 8.30 del 14 dicembre, cimers all’azione tra alberi, ponti e prospettive magiche per lo scatto e la costruzione di storie secondo i canoni esplicati nella giornata precedente.
Peculiarità del social è il famoso hashtag, per questa occasione è stato scelto #CIMOpeople. Per chi non ha ben chiaro cosa siano, gli hashtag non sono altro che parole utilizzate per etichettare e identificare una foto o un video sui Social Network, sono sempre preceduti dal simbolo “#” (cancelletto), infatti la parola stessa deriva dall’inglese hash (cancelletto) e tag (etichetta).

Qual è stato il risultato raggiunto? Non resta che scoprirlo sulla piattaforma stessa attraverso questa parola chiave- da inserire nel motore di ricerca. I cimers hanno espresso la loro vena artistica con un tecnicismo nuovo, a voi la voglia di scoprirli!

CIMOreporter –  Francesca Galeone

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