GLOCALNEWS – GIORNALISMO LOCALE E GLOBALE A VARESE

Giovedì 17 Novembre ha preso avvio la quinta edizione di GlocalNews, il festival del giornalismo digitale organizzato da VareseNews. GlocalNews è un’occasione di incontro, conoscenza e confronto dedicata al rapporto tra la dimensione locale e globale delle notizie; è un festival animato da dibattiti, letture, esperienze e workshop che vede la partecipazione di esperti, opinionisti, ricercatori, top user, politici, imprenditori e altri.

Il nuovo Testo unico dei doveri del giornalista, le ‘best practice’ sulla carta e sul web è stato l’argomento su cui si è incentrato l’incontro che ha dato inizio al festival, incontro a cui ho avuto la possibilità e fortuna di partecipare. Michele Mancino, vicedirettore di VareseNews ha moderato il dibattito che ha coinvolto esperti del settore come Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Paolo Pozzi, portavoce del presidente OgL, Alessandro Galimberti, presidente Unione nazionale cronisti italiani e Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi ed ex parlamentare.

Il «Testo unico dei doveri del giornalista», approvato dal Consiglio Nazionale il 26 Gennaio 2016, nasce dall’esigenza di armonizzare i precedenti documenti deontologici al fine di consentire una maggiore chiarezza di interpretazione, rendere la pratica giornalistica più stabile e facilitare l’applicazione di tutte le norme, la cui inosservanza può determinare la responsabilità disciplinare dell’iscritto all’Ordine. Il Testo unico si compone di 16 articoli raccolti in 5 titoli: principi e doveri; doveri nei confronti delle persone; doveri in tema di informazione; lavoro giornalistico; sanzioni. È stato redatto dopo numerose sollecitazioni, quando si è compreso che le numerose carte deontologiche, approvate nel corso degli anni dall’Ordine professionale, erano diventate dispersive e di difficile applicazione. È negli anni Ottanta che c’è stato un boom di carte deontologiche in ogni settore del giornalismo, carte che, come ha spiegato Paolo Pozzi, sono nate in seguito al verificarsi di fatti eclatanti e scandalosi.

Il moderatore Michele Mancino ha aperto il dibattito riportando i dati di una ricerca universitaria da cui è emerso che il giornalismo italiano è sottoposto a pesanti pressioni politiche e che, rispetto al giornalismo europeo, appare un po’ indisciplinato in quanto al rispetto delle regole, fermo restando il riconoscimento del loro valore deontologico. Giulietti ha riconosciuto questa anomalia italiana, questa precarietà strutturale, sottolineando come il quadro normativo spinga verso l’autonomia. Ha poi posto l’attenzione sull’importanza del destinatario dell’informazione perché “non c’è giornalismo senza il cittadino, senza il lettore, non c’è giornalismo senza la capacità di creare sintonia con il pubblico”.

Un altro aspetto rilevante riguarda la libertà dell’informazione che deve essere difesa e garantita, sempre e ovunque: “Chi mette a rischio un cronista, mette a rischio la possibilità e libertà di conoscenza”, ha affermato Giulietti. Gabriele Dossena, poi, si è ricollegato alla questione sottolineando quanto sia importante, per il giornalista, esercitare il diritto di informare e, per il cittadino, esercitare il diritto di poter avere informazioni. Quello del giornalista è, a suo avviso, un lavoro molto bello ma allo stesso tempo sottopagato e complicato, in primis per la difficoltà ad ottenere la fiducia dal mondo dei lettori.

Alessandro Galimberti con il suo intervento ha toccato una tematica particolarmente delicata, quella della diffamazione a mezzo stampa, mettendo in evidenza la differenza che sussiste in materia tra il nostro paese e i paesi esteri. Infatti, mentre in paesi come Germania, Francia e Inghilterra le condotte di criminalità dei giornalisti sono punite con il carcere, in Italia tutto ciò non accade e pertanto sarebbe auspicabile l’implementazione di tale procedura.

Galimberti si è poi soffermato sul diritto all’oblio, la cui codificazione rappresenta una delle novità introdotte dal Testo unico. La legislazione precedente era incentrata sulla totale libertà di informazione, sulla totale libertà di pensiero e di manifestazione del pensiero; successivamente, però, ci si è resi conto che tale libertà doveva essere in un certo qual modo limitata. Regolatore internazionale del diritto all’oblio è Google che offre un modulo da compilare per far “scomparire” articoli calunniosi, infamanti e non graditi e che giudica l’ammissibilità delle richieste di cancellare questa o quella informazione dal cyber-spazio.

L’ultima questione che è stata toccata nel dibattito ha riguardato l’istituzione del fondo unico per l’editoria. L’incontro ha così rappresentato la prima occasione per parlare diffusamente delle novità introdotte dalla nuova Legge dell’editoria che è entrata in vigore lo scorso Ottobre ed ha sancito il riconoscimento giuridico dei quotidiani on line.

CIMOreporter Laura Rurali

 

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