Quasi ON AIR, arriva la web radio dell’Università Cattolica. A spiegare i key points un vero speaker

Sabato 12 novembre  il primo incontro del progetto “ON AIR. Progettare, gestire e popolare una web radio universitariadedicato agli studenti che hanno passione e curiosità per il lavoro svolto in radio. A svelare i trucchi del mestiere c’era Matteo Di Palma.

Matteo Di Palma, speaker radiofonico partito da Radio Sanremo, passato da Radio 103, Campuswave Radio fino a m2o Radio e oggi anche volto ufficiale di uno dei blog più famosi del mondo digital, quello de l’Oltreuomo. Nonchè ex cimer. Con il suo modo ironico e scherzoso è riuscito a raccontare agli studenti, rendendoli partecipi e coinvolgendoli, come nasce una radio e le caratteristiche necessarie alle sue efficienza ed efficacia.

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Matteo Di Palma

Partendo dalla visione di un video, si sono mostrate le diverse identità che le radio italiane più famose esprimono e come, in base a queste, fanno audience. Come infatti afferma più volte Matteo, una radio deve essere caratterizzata da una forte identità. Identità che viene costruita attraverso la definizione di punti come il target, il formato o la tipologia di emittente e ovviamente il genere di musica che si sceglie di trasmettere. Tutti questi elementi devono congiungersi con armonia e in equilibrio nel concetto principale e più importante in radio, ovvero la promessa. La promessa è il patto che si stringe con il pubblico, la promessa della totale coerenza di stile, mission, nome, claim, e la capacità di mantenere una linea ben precisa. <<La definizione del prodotto avviene attraverso la costruzione di un’idea che rende la radio e il programma appetibili al pubblico. -spiega Matteo-  L’idea va pensata considerandone la fattibilità, le proposte dei concorrenti e attraverso analisi di mercato. Quest’idea caratterizzerà cosi il prodotto e definirà in modo preciso la personalità dell’emittente. Un altro concetto fondamentale sul quale fare attenzione è l’equilibrio tra stationality e personality: l’identità dello speaker deve costantemente legarsi all’identità dell’emittente e al suo stile, sempre secondo il principio della coerenza>>.

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Matteo con i ragazzi di ON AIR

Attraverso l’esposizione di alcuni organigrammi, Matteo ha descritto agli studenti la struttura della squadra lavorativa. Essa è composta dallo staff organizzativo costituita da station manager, program director, responsabile marketing e responsabile della comunicazione; quindi lo staff artistico composto dagli autori, dai redattori, dagli speakers, e dal sound producer; e, infine, lo staff tecnico composto dai fonici, dai programmatori musicali, dai videomakers, e dai tecnici di bassa frequenza.

Gli studenti hanno avuto l’occasione di conoscere parti costituenti del lavoro in radio come gli orari di maggior ascolto da parte del pubblico come il drive time, ovvero le fasce orarie del mattino e del tardo pomeriggio di maggiore ascolto e durante le quali le persone guidano per andare o tornare da lavoro e ascoltano la radio, nonché alcuni degli elementi chiave della messa in onda come il clock, la programmazione orariao la ramp, i second con cui lo speaker riprende il controllo della diretta, e  tutte le fasi della gestione pre e durante la messa in onda.

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Dopo la nascita della radio, il problema diventa mantenere un buon numero di ascolti e la costruzione della fidelizzazione. Questa si può ottenere attraverso azioni di engagement, di street marketing e l’organizzazione di feste o eventi.

L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata ad esercitazioni di speakeraggio. Una decina di studenti per pochi minuti a testa, si sono messi le cuffie e con l’aiuto di Matteo hanno provato che cosa vuol dire essere speaker. Al rientro da una traccia musicale hanno intrattenuto il pubblico per alcuni secondi prima di lanciare il pezzo successivo. Al prossimo incontro Matteo parlerà del web station management e di come gestire una radio sul web. Si consiglia di arrivare puntuali perché, come è stato detto agli studenti, se si arriva in ritardo in radio si viene… licenziati!

Micol Arkel 

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