CimoTopTalents #2 Digital communication, parla David Mammano organizzatore del Glocalnews festival e project manager di Digital Camp

Web journalism, alfabetizzazione digitale e tutte le appetitose declinazioni e metamorfosi della digital communication. David Mammano, studente CIMO e uno degli 8 mila Digital Champion Locali della penisola, racconta cosa è l’ecosistema digitale e perchè l’Italia non l’ha ancora del tutto compreso.

Nominato Digital Champion Locale nel 2015 dal giornalista Riccardo Luna, David Mammano è in realtà molto di più. Dal 2012, mentre già collaborava con il Varesenews, un Tweet gli ha aperto la strada verso il Glocalnews festival di Varese. Da pochi caratteri su  uno schermo è nata una collaborazione con il  festival del giornalismo digitale varesino che ogni anno vede la partecipazione di noti giornalisti e operatori del settore dell’informazione per quattro giorni di incontri, workshop, seminari e progetti con scuole e Università che oggi David gestisce in prima persona. Special guest, sempre e solo lei nelle sue mille e più una sfumature, la cultura digitale.

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David per Coderdojo Varese

Oggi David Mammano ha 24 anni, è uno studente CIMO, è uno degli organizzatori del Glocalnews festival, ha dato vita con altri Digital Champions a Coderdojo Varese sullo stampo di Coderdojo Italia, (un programma di eventi gratuiti durante i quali bambini e ragazzi imparano a programmare i computer giocando), organizza workshops formativi, progetti ed iniziative in collaborazione con scuole, Università italiane e centri di sapere (come il Joint Research Centre della Commissione Europea a Ispra) per l’alfabetizzazione digitale di studenti ed insegnanti ed è stato da poco nominato project manager di Digital Camp (un percorso di formazione nel campo della comunicazione digitale di tre mesi per neolaureati che si declina in una parte di lezioni e una parte finale di stage).

Tanti impegni e una grande visione con al centro il nuovo linguaggio universale, quello in bytes.

Dalla passione per il giornalismo maturata tra i banchi del liceo a quella più matura per la digital communication e la formazione, dal Glocalnews festival a progetti sempre più strutturati. <<Al festival Glocalnews mi sono avvicinato letteralmente con un tweet. Era la fine dell’estate 2012, alla festa del giornale di cui sono collaboratore il direttore Marco Giovannelli annunciò che a distanza di qualche mese in città avrebbero organizzato un’iniziativa con giornalisti ed esperti della comunicazione per parlare di giornalismo locale, dicendo che c’erano diversi modi per poter contribuire alla realizzazione. -ricorda David- Aprii Twitter, lo menzionai e gli dissi: “Ci siamo anche noi giovani, vogliamo partecipare”. Dopo qualche giorno mi telefonò>>.  Attualmente David coordina la comunicazione digitale del festival, gestisce le relazioni con le Università e stabilisce i contenuti dei laboratori professionalizzanti dell’iniziativa varesina.

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I ragazzi di Bloblab

Numerose le iniziative messe in campo dal festival e la sue rete per i giovani che desiderano imparare ad orientarsi nella giungla digitale. <<Ogni anno sono tante le opportunità che mettiamo in campo per gli studenti o chi aspira a diventare giornalista o comunicatore. -spiega David- Selezioniamo per ogni edizione un social media team che formiamo gratuitamente grazie anche all’aiuto di esperti come Donata Columbro, giornalista e digital curator. Organizziamo inoltre Bloglab, un laboratorio di giornalismo digitale per giovani studenti che consente di cimentarsi nelle attività per un weekend, grazie anche al supporto del Consiglio regionale della Lombardia e al lavoro di Valeria Vercelloni e Marco Corso di Varesenews>>.

All’edizione del Festival 2016, dal 17 al 20 novembre, parteciperanno l’Università Cattolica di Milano con il Master in giornalismo, lo IULM, , l’Università Insubria di Varese e l’Università di Perugia. <<Molte delle storie dei ragazzi che passano dal festival sono un vero capolavoro e spesso questo evento cambia in qualche modo la loro vita: alcuni di loro allacciano contatti con realtà per le quali poi cominciano uno stage, altri invece hanno cominciato a lavorare per aziende o redazioni>> precisa l’organizzatore.

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David per Digital Camp

E se per David rete e digitale sono ambienti che offrono possibilità e abilitano opportunità, l’onnipresente e scontato lato oscuro non tarda a fare capolino. Come a dire che senza cinture di sicurezza prima o poi ci si fa male anche se se non si è su quattro ruote ma davanti a una tastiera. <<Il digitale abilita opportunità ma disabilita processi e meccanismi, che ci piaccia o no. -prosegue David-Trovo davvero illuminante quanto affermato da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, nella quale dedica una parte proprio al digitale.  Le dinamiche dei media e del mondo digitale, quando diventano onnipresenti, non favoriscono lo sviluppo. Occorre uno sforzo affinché tali mezzi si traducano in un nuovo sviluppo culturale dell’umanità>>. Dalla riflessione vagamente mcluhaniana si evince lo stesso ripetuto (ma mai abbastanza) ritornello, digitale sì ma non troppo. Meglio sconnessi che connessi in modo scorretto.

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David per Digital Camp

L’opera di David Mammano si muove allora proprio in questa direzione, creare operatori ma prima di tutto utenti competenti in un Paese come l’Italia decisamente indietro su questo fronte rispetto ad altri e in cui, afferma David, si respira pulsante l’esigenza di recuperare terreno.

<<Fate esperienza più che potete. Non aspettate troppo a fare uno stage o un’attività in un contesto lavorativo. -conclude l’intraprendente studente rivolgendosi ai suoi coetanei- Il nostro corso e la nostra Università in generale offrono davvero tante opportunità che aspettano di essere colte. Siate consapevoli delle vostre capacità. Se poi avete un’idea interessante sulla comunicazione e il giornalismo digitali, sentiamoci e incontriamoci a parlarne davanti a un caffè>>.

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