COSA ABBIAMO IMPARATO DA EXPO?

Conoscete l’espressione “Passato il Santo finita la festa”?  Ecco questo è proprio quello che gli organizzatori e le aziende che hanno partecipato ad Expo hanno sperato e sperano non succeda.  C’è una grande sfida: far tesoro dell’esperienza di Expo per far si che non sia solo un bel ricordo ma una lezione e un’esperienza da cui aver imparato molteplici cose come ad esempio trasformare un evento di durata limitata nel tempo in un eco vivo, che risuoni ancora oggi e i cui effetti siano visibili e tangibili.
Pensiamo ad esempio all’incremento del turismo che si è verificato e alla visibilità che è stata data all’Italia e in particolare alla Lombardia con Milano.
Proprio di questi argomenti tratta l’iniziativa “La lezione di Expo 2015- Comunicare i Grandi Eventi” che ha come obiettivo l’analisi delle strategie e dei risultati che le aziende partner e sponsor di Expo hanno avuto grazie proprio alla loro partecipazione all’evento.
L’iniziativa si compone di un ciclo di Share-Lection promosse dalla Ferpi (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche), ovvero momenti di incontro e confronto sui risultati di Expo che vedono la partecipazione di diverse figure professionali: direttori della comunicazione, rappresentati delle istituzioni e del marketing che durante gli incontri espongono le strategie e gli strumenti utilizzati durante la Manifestazione Universale.
Interessante è stata la Share-lectio#8 il cui tema era legato a “Gli effetti di Expo sul Territorio dopo il 2015” indagando come l’evento mondiale sia stato un’importante opportunità per diversi aspetti: il turismo, il Made in Italy e gli effetti ottenuti sul territorio nazionale.
Durante questo incontro sono intervenuti: Paolo Dalla Sega, Direttore MEC-ALMED Università Cattolica del Sacro Cuore, Roberto Cazzaniga, Ricercatore e Sociologo web-research.it, Gianmarco Stefanini, CEO web-research.it, Elena Croci, Docente in Comunicazione e Marketing Culturale Accademia di Brera, Franco D’Alfonso, Assessore Attività Produttive, Turismo, Marketing Territoriale, Servizi Civici Comune di Milano, Diana Bracco, Già Presidente Expo Milano 2015 Spa, Commissario Generale Padiglione Italia. L’incontro è stato coordinato da Pasquale Maria Cioffi, Delegato Expo Ferpi.
È stato interessante scoprire dall’intervento del Dottor Roberto Cazzaniga, che attraverso la web research di sentiment analysis condotta su commenti e post riguardanti Expo 2015 lasciati sui Social Media, Blog e Forum dal popolo di internet, che il popolo italiano che è conosciuto nel mondo per il suo saper fare in diversi ambiti, invece molte volte si dimostra pessimista sulle sue capacità e potenzialità. Quindi questo si è riversato in aspettative negative sull’evento mondiale che ci sarebbe stato.
Infatti prima della Manifestazione Mondiale gli utenti italiani ne parlavano male e poco ma dopo Expo si ammutoliscono davanti agli ottimi risultati raggiunti. Dalla ricerca poi è emerso che gli stranieri che sono più neutrali nell’approccio, continuano a parlarne positivamente anche dopo la chiusura, soprattutto delle qualità del Made in Italy.
Lo scenario che si delinea grazie alla manifestazione è molto positivo e riguarda appunto l’Italia e in particolare Milano che acquista un buon posizionamento come città.
Ma cosa cercavano i turisti ad Expo? La Docente Elena Crocci ha delineato in modo chiaro e puntuale come sia cambiato il turismo e l’interesse dei visitatori. La chiave per il turismo futuro è l’infotainment: ricevere informazioni giocando cambiando così la prospettiva dell’apprendimento. Corrisponde proprio al linguaggio che è stato adottato per spiegare le curiosità legate alla cultura e al cibo di un popolo ma in modo divertente ed emozionale coinvolgendo i sensi. Però attenzione a non confondere questa pratica con la conoscenza perché ciò che viene veicolato è tanta informazione ma pochi contenuti.
Snocciolando i numeri relativi al turismo, nell’arco temporale dal 2011 al 2015 in Italia c’è stato un incremento dello 0,6%. Osservando nello specifico la Lombardia si evidenza un incremento del 10% con la sola Milano che ha fatto registrare un + 21% dimostrandosi, prima che iniziasse Expo, come luogo ottimale per ospitare un evento di tale portata come ha spiegato l’Assessore D’Alfonso. Inoltre a riprova del valore che ha avuto Expo i dati che si riferiscono al solo anno della Manifestazione dimostrano come Milano sia cresciuta dal punto di vista turistico del + 35%.
Si auspica che tale successo non sia irrepetibile anche perché la prospettiva verso cui si sta lavorando è quella di far rientrare Milano nelle dieci città turistiche maggiormente attrattive e quindi invogliare i turisti a non visitare la città solo in determinate occasioni legate ad eventi particolari ma per le sue bellezze artistico-culturali.
La lady Expo, così soprannominata,  Diana Bracco, ha dimostrato come sia stato importante creare un sistema, una rete capace di supportare la Manifestazione Universale che coinvolgesse le scuole, i giovani e le Regioni. Tutti questi elementi hanno reso possibile una serie di eventi satellite collegati all’evento: 16.000 incontri BtoB (Business to Business), 50 business forum, 400 tavoli tematici settoriali, 3.500 aziende italiane iscritte alla piattaforma Expo business matching, per citarne alcuni.
Questa era la prima volta che in una manifestazione di questo tipo venisse svolto un lavoro del genere, infatti l’organizzazione per l’Expo di Dubai ha richiesto di replicare questa “buona pratica” come l’ha definita la Dottoressa Bracco.
Infine il Professor Dalla Sega ha riflettuto sul significato di evento e il modo di comunicarlo. Non commettiamo l’errore di concentrarci sulla strategia da adottare per comunicare un evento ma impariamo a ragionare su come sia possibile comunicare attraverso un evento. Quali messaggi e quali forze possono entrare in campo per creare una grande manifestazione. Qualcosa che si rivela più grande dell’evento in se e riguarda un modo di collaborare e di creare sistema con tante istituzioni e figure: creare un sistema Italia forte che sappia collaborare.

Giulia Ottaiano

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