CimoTopTalents #2. Pop, jazz & soul, la Amy dell’Università Cattolica. Dalla Sicilia alla City per amore della musica.

<<Forse qualcuno aveva ragione quando diceva “video killed the radio star”. Sta solo a noi artisti dal cuore puro distinguere le due cose>>. Marzia Incardona, studentessa Cimo di giorno e cantante del gruppo Pop4Soul la notte, spalanca le porte sui retroscena dell’universo della discografia e dei concerti  e dice: <<La musica non è il talent show televisivo. La musica è qualcosa di più dello sperare di andare in televisione>>.

Oggi studentessa dell’Università Cattolica e alla NAM di Milano, cantante dei Pop&Soul, della tribute band dei Pink Floyd Echoes e del Marzia Incardona Trio con Giovanni Digiacomo e Gen Cotena. L’anno scorso ha partecipato al talent show spagnolo Aim2Fame ed è arrivata in semifinale. <<Pare che abbia iniziato a cantare ancora prima di pronunciare le mie prime parole. -racconta Marzia- La mia passione nasce ascoltando tanta buona musica, quando ancora si compravano le musicassette e i dischi  e si inserivano su uno stereo alto quanto me.>>. Queen, BeatlesSupertramp e poi Lucio Battisti, Gianni Morandi, Mina, Adriano Celentano, Claudio Baglioni.  Dalle cassettine a nastro e il walkman al lettore cd fino a migliaia di canzoni in gallerie virtuali. Una cultura musicale pop a tutto tondo che attraversa gli anni della grande rivoluzione tecnologica e culturale. <<Ho iniziato a valutare l’idea di prendere lezioni a 11 anni, quando la mia insegnante di coro polifonico parlò con i miei e disse loro che avevo del potenziale. – spiega Marzia- Da lì non mi sono più fermata>>. A spada tratta, anzi microfono, con Etta James, Marvin Gaye, Stevie Wonder, Sam Smith, Bruno Mars, Amy Winehouse il soul fa capolino in playlist.

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Ma quanto è lunga la strada dal “potenziale” al successo? <<Diventare o essere cantanti non è per niente facile. -racconta Marzia- Spesso ti ritrovi muri giganteschi davanti che pensi di non poter superare mai. E faticare, faticare tanto senza riuscire ad ottenere quanto desiderato comporta un senso di frustrazione che solo se sei abbastanza forte riesci a debellare>>. Nei primi anni dell’adolescenza, come da copione, Marzia entra nel mondo dei concorsi canori locali, tante coppe ancora li ad adornare gli scaffali della sua camera per ricordarle che sì, si può fare. “Impossible is nothing” dicevano. A 16 anni iniziano le lunghissime code per i provini degli odiati eppure necessari talent nazionali, oggi una delle poche piattaforme che offrono uno spiraglio di speranza a chi vuole sfondare le barriere d’ingresso del mondo della musica.<<L’anno scorso ho partecipato ad un talent di portata internazionale in Spagna, nella sua prima edizione, Aim2Fame. -racconta la cantante- Unica italiana tra i 16 selezionati su migliaia di partecipanti in tutto il mondo, sono riuscita ad arrivare in semifinale>>.

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Da questa esperienza emerge per la cantante l’esigenza e il potere della visibilità. Il talento non basta, se nessuno ti vede non esisti. “Se non vedo, non credo“, oggi più vero che in qualsiasi altri tempo e luogo. <<Ho deciso di attivarmi ancora di più sui social, notando come sia importante per gli artisti farsi notare su una vetrina così vasta e così importante come sono Facebook e Youtube. -continua Marzia-Ho iniziato a registrare cover e pubblicarle sui miei canali. Certo, non ho ancora una grande popolarità, ma mi consolo con il fatto che al di fuori della rete, sono piuttosto attiva: suono con diverse band, dividendomi tra il milanese e la Sicilia>>.

<<La mia più grande aspirazione sarebbe quella di vivere di musica. Campare solo di quello. Concerti, eventi, organizzazione di eventi musicali, insegnamento, studi di registrazione, talent scouting, direzione artistica. -spiega la cantante- Lo studio di Organizzazione di Eventi all’Università Cattolica è per me fondamentale per comprenderne le dinamiche, per aprirmi a questo mondo così complesso; utile alla sua gestione, ideazione, produzione>>. Marzia getta luce su criticità importanti dell’ingresso nel settore discografico come in tanti altri settori dell’industria creativa. Il periodo storico, forse non aiuta: come continuare a vendere emozioni in una realtà che esige il ridimensionamento di tutti i paradigmi sociali, economici e politici? <<La musica oggi è più estetica che etica. -spiega la cantante- Se ambisci al successo internazionale, devi essere consapevole che ti plasmeranno, ti depersonalizzeranno, e creeranno un’immagine di te che non è quella che volevi. Se invece vuoi vivere della tua musica, quella vera, e non vuoi essere burattino nelle mani di nessuno, dovrai “accontentarti” di essere te stesso e di cantare per divertirti>>.

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Come a dire che il prezzo per il successo, commercialmente parlando, è la propria autenticità, troppo alto per alcuni. Anche il mondo dei locali e di quell’ora di notorietà rubata su qualche palcoscenico notturno della City è assai ostico. <<I locali ti invitano a suonare solo se hai già “un nome”, le piccole o grandi realtà che siano non ti pagano certo fior di quattrini, anzi spesso ci rimetti tu di tasca tua. -racconta Marzia- Oggi suonare in giro per locali è quasi diventato privilegio di pochi, si deve sottostare ad assurde regole come il “portare gente”, come fossimo anche PR. E così ti fai il conto di tutti i soldi spesi a lezioni, sale prove, strumenti, che non saranno facilmente rimborsati con le serate nei pub. Ma chi non ha mai accettato queste condizioni, per amore della musica?>>.

<<Una mia insegnante mi disse un giorno che la voce è il suono più puro dell’anima, e solo dopo anni sono riuscita a comprenderne davvero il significato.-conclude Marzia- Non sono io a cantare, ma è la mia anima a farlo, e non c’è nulla di più prezioso e ripagante di quella sensazione che si prova dentro di sé quando si sente sprigionare fuori una carica esplosiva fatta di suono>> . Tutte le prossime date di Marzia Incardona e il suo gruppo Pop4Soul sono sulla pagina Facebook del complesso. La cantante ha anche un portale YouTube. #Support others’ dreams.

 

 

 

 

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