IMACS – Guida galattica per studenti viaggiatori

Questa rubrica consiste in una sorta di diario di viaggio dell’esperienza IMACS di Greta Pelizzari (io) e Alice Di Girolamo (che partirà a marzo per la sua avventura a Bochum).

Prima di tutto bisogna fare una breve introduzione per spiegare di cosa si tratta IMACS: è un corso di alta formazione a cui aderiscono tredici università europee e canadesi. I due siti di riferimento sono:

L’Università Cattolica del Sacro Cuore riserva cinque posti a cui si accede in seguito alla consegna di un dossier (tutte le modalità di accesso sono specificate nei siti soprariportati) e l’accesso al International Master in Audiovisual and Cinema Studies consente di svolgere due mobilità all’estero all’interno delle quali, oltre alla frequenza di corsi e al sostenimento degli esami, si svolgerà anche ricerca tesi. Il programma IMACS è attivabile iscrivendosi alla Laurea Magistrale in Comunicazione per l’Impresa i Media e le Organizzazione complesse (CIMO, appunto).

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Foto di Greta Pelizzari

Come prima mobilità sono stata assegnata alla Université Paris X Nanterre, sono arrivata a Parigi 20 giorni fa. La difficoltà più grande è stata trovare una stanza perché non mi è stata assegnata la residenza universitaria e, un po’ inconsciamente devo ammetterlo con il senno di poi, mi sono messa d’accordo con una ragazza su Facebook prima di partire. Per fortuna non ho subito alcun tipo di raggiro, abito un po’ fuori città (ma con i mezzi parigini si è comunque ben serviti ovunque, io sono a poco meno di 30 minuti dagli Champs-Élysées e con gli altri studenti in mobilità abbiamo constata che a Parigi, a prescindere da quale sia il luogo in cui bisogna andare, per qualche strana legge di natura ci si impiegano sempre 40 minuti). Il vantaggio di abitare appena fuori città è il costo dell’affido, si riescono a risparmiare tra i 150 e i 200 euro al mese.

Mentre tutti i ragazzi Erasmus che ho conosciuto qui sono alle prese con la scelta dei corsi (cosa che ho fatto anche io mentre ero in Erasmus a Montpellier e riconosco che ci sia da perdere la testa), per noi studenti IMACS (sebbene io sia la sola qui per questo semestre) la scelta è ristretta a cinque corsi del Master 1 (che corrisponde al nostro primo anno di Magistrale). I corsi li ho iniziati da due settimane, ne sono molto soddisfatta e sono già alle prese con lavori di gruppo e dossier da consegnare. Tutti i corsi sono di ambito cinematografico, alcuni sono abbastanza facili da seguire con una buona base di francese, altri più complicati ma comunque interessanti. Il problema vero riguarda il dover parlare tre lingue in una sola giornata quando seguo anche il corso in inglese, tanto che sono arrivata a dire a mio papà “Ho comprito” (unione tra “ho capito” e “j’ai compris”).

Parigi è una città stupenda ma non ho ancora avuto modo di visitarla nel vero senso della parola: sistemarsi in una nuova casa, prendere confidenza con l’ambiente ed imparare ad orientarsi, iniziare da subito a coltivare nuove amicizie, affrontare questioni burocratiche come banca, numero di telefono, e molte altre cose portano via più tempo di quanto si immagini (purtroppo!). Per ora sono andata al Louvre (che però io e le ragazze conosciute qui con cui sono andata abbiamo deciso di dividere in più visite per poterlo approfondire meglio) e al Moulin Rouge.

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Foto di Greta Pelizzari

volantino pizza parigiProblema che sto riscontrando però, come ogni volta che ci si allontana da casa per diverso tempo, è il cibo. Nella cassetta della posta mi sono trovata il volantino di una pizzeria. Si sa che noi italiani alľestero non facciamo che insultare gli stranieri per come cucinano i “nostri” piatti. Ormai ho capito che essere all’estero e pretendere di mangiare come a casa è pura utopia, ma alla terza settimana di esilio la sola parola “pizza” spingerebbe qualsiasi italiano a scendere ai peggiori compromessi della vita.
C’è però un modo infallibile per non cedere al richiamo: APRIRE IL VOLANTINO. Questo calzone mi ha quasi fatta svenire (per non parlare della salsa barbecue sulla pizza “Buffalo”).

Di questa esperienza, oltre che a scrivere ogni due settimane questa “guida galattica –  diario di viaggio” ho deciso di tenere una rubrica fotografica tramite il mio profilo Instagram, pelizzarigreta (#cimoè e #IMACS), pubblicando almeno una foto al giorno della mia vita parigina. Inoltre chiunque fosse interessato può seguirmi anche su Facebook mettendo un like alla pagina Greta Pelizzari Photo.

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Foto di Greta Pelizzari

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