All’interno della nostra società, contemporanea e figlia della globalizzazione, la diversità viene indossata come tratto distintivo, ed è per questo che la rappresentazione delle minoranze all’interno dei contesti mediali svolge un ruolo cruciale per le audience.
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BODY SHAMING: IL CASO DELL’INFLUENCER CHIARA FERRAGNI E DELLA CANTANTE LIZZO
Il Body shaming è un fenomeno per cui una persona viene insultata, discriminata o umiliata a causa del suo aspetto non conforme agli standard di bellezza della società. Negli ultimi anni, anche grazie ai social network, questo fenomeno ha raggiunto picchi preoccupanti. Sempre più persone si prendono la libertà di giudicare e condannare le persone perché troppo magre, troppo grasse e per mille altri motivi. Nel mirino degli haters, ci sono molte celebrities, come ad esempio Chiara Ferragni, presa di mira per aver pubblicato una foto partnership che la ritraeva in intimo. Molte persone si sono scagliate contro di lei: “sei troppo magra”, “fai schifo”, “comprati un paio di tette”, “il culo l’ha lasciato a Milano”. Tutto ciò, con un’aggravante: l’essere mamma, motivo per cui dovrebbe coprirsi.
Continua a leggereLA NUOVA COMUNICAZIONE TRA STEREOTIPI E PUBBLICITÀ: IL CASO “GCDS X BARILLA”
La pubblicità ci influenza – spesso inconsciamente – e allo stesso tempo, talvolta, riflette l’attuale condizione di contrapposizione arbitraria e dicotomica tra i “ruoli sociali” attribuiti alle donne e quelli attribuiti agli uomini.
Ci sono due grandi “visioni” alla base delle differenze di genere: una legata agli aspetti biologici – “biologismo” – e l’altra legata a ideologie che appartengono al filone di pensiero del “sociologismo”.
Che sia per motivi biologici o sociologici è ormai assodato che uomini e donne siano diversi, sia nei processi celebrali, emozionali e cognitivi, e ovviamente, nei caratteri sessuali primari e secondari. Per questo motivo sono state distinte due sostanziali differenze tra uomini e donne: differenze di sesso (biologiche), e differenze di identità sessuale (identità di genere) dovute, invece, ad aspetti psicologici, sociali, culturali.
Continua a leggereDIVERSITY MEDIA AWARDS: UN PROGETTO ALL’INSEGNA DELL’INCLUSIONE
Diversity è un’organizzazione no profit fondata nel 2013 che si impegna a diffondere la cultura dell’inclusione, in modo da offrire una visione del mondo che consideri la molteplicità e le differenze come valori e risorse preziose.
Continua a leggereTALE E QUALE SHOW: LET’S MAKE IT LESS… RACIST?
Io, il 2020 me lo sarei immaginato, non dico con macchine volanti e miracoli della scienza, ma almeno con cartoni rotondi per la pizza. Invece, nel caso non ve ne foste accorti, l’unica cosa che questo 2020 è stato in grado di offrirci, oltre ad un ampio ventaglio di cataclismi naturali e disgrazie di varia natura, è stata una lunga serie di vicende improntate sul nostro passato razzista, dove con “nostro” si intende di bianchi per lo più occidentali.
Continua a leggereUN PASSATO OSCURO: CENSURARE O NON CENSURARE?
«Questo programma include rappresentazioni negative e/o offese di persone e culture» è l’avviso che si legge prima della visione di alcuni film sulla piattaforma Disney +. Si tratta di una risposta alle sempre maggiori accuse di razzismo ricevute dalla grande casa di produzione.
Continua a leggereUNSTEREOTYPE: RAPPRESENTAZIONI POSITIVE DI GENERE NELLA PUBBLICITÀ
Maggio 2018, Tokyo: la World Federation of Advertisers lancia la guida alle rappresentazioni di genere nella pubblicità con lo scopo di promuovere una comunicazione progressista e libera da stereotipi.
