BODY SHAMING: IL CASO DELL’INFLUENCER CHIARA FERRAGNI E DELLA CANTANTE LIZZO

Il Body shaming è un fenomeno per cui una persona viene insultata, discriminata o umiliata a causa del suo aspetto non conforme agli standard di bellezza della società. Negli ultimi anni, anche grazie ai social network, questo fenomeno ha raggiunto picchi preoccupanti. Sempre più persone si prendono la libertà di giudicare e condannare le persone perché troppo magre, troppo grasse e per mille altri motivi. Nel mirino degli haters, ci sono molte celebrities, come ad esempio Chiara Ferragni, presa di mira per aver pubblicato una foto partnership che la ritraeva in intimo. Molte persone si sono scagliate contro di lei: “sei troppo magra”, “fai schifo”, “comprati un paio di tette”, “il culo l’ha lasciato a Milano”. Tutto ciò, con un’aggravante: l’essere mamma, motivo per cui dovrebbe coprirsi.

Chiara ha risposto con alcune storie:

«[…] Raramente sono veramente infastidita dai commenti degli hater. Li trovo assurdi, cattivi, inopportuni, misogini e tutto il resto ma avendo letto le cose peggiori su di me da quando ho un’identità online ed ero ancora minorenne ormai sono quasi abituata. […] Per tutte le persone che mi seguono: non lasciate che la paura del giudizio altrui limiti nessuna delle vostre scelte. Sfidate sempre chi vi vuole ingabbiare in stereotipi di genere. Se avessi ascoltato chi mi insultava (ed erano tanti anche 16 anni fa) avrei smesso di pubblicare le mie foto a 18 anni, e non avrei raggiunto neanche un centesimo di quello che è stato il mio successo e percorso. Non sarà mai semplice, ma vi assicuro che vale la pena di essere sé stessi, sempre.»

Fortunatamente, molte persone si stanno mobilitando per contrastare questo fenomeno. Negli anni ‘60 è nato un movimento sociale, il Body Positivity, che inneggia al rispetto di sé e degli altri e porta con sé l’idea che un corpo perfetto non esiste e che qualunque corpo merita rispetto: bello o brutto, conforme o non conforme agli standard. La queen indiscussa è Lizzo, cantante statunitense, che parla di body positivity (ma anche sessualità e femminismo) nelle sue canzoni. La ragazza, vittima di body shaming e più nello specifico fat shaming, ha risposto agli haters con un video dove si scaglia contro tutti quelli che l’hanno criticata e giudicata negli anni, focalizzandosi sul suo corpo, invece che sul suo talento o le sue abilità canore. 

In questi casi le piattaforme social non sono di aiuto, anzi svolgono un ruolo deleterio. I leoni da tastiera si sbizzarriscono, molto spesso dietro ad account falsi, creati apposta per commentare e esprimere tutto ciò che gli passa per la testa, non pensando che dall’altra parte, c’è una persona che, leggendo questi commenti, potrebbe rimanere ferita. Spetta, quindi, alle istituzioni rafforzare le misure di sicurezza e prevenzione. Quanto tempo dovrà ancora passare affinché il corpo delle donne non sia più oggetto di discussione per futili stereotipi?

Clelia Setti