LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE IL PROPRIO NOME: LE INIZIATIVE DI STARBUCKS E MASTERCARD

Una cosa che forse spesso viene data per scontata è l’importanza del nome nel definire l’identità di una persona: attraverso il nome otteniamo alcune informazioni su un individuo, in particolare il genere di questa persona. Questo tema risulta estremamente significativo per le comunità transgender e non-binary, in quanto gli esponenti di queste comunità si ritrovano con un nome che non rispecchia il loro vero genere sessuale.

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STARBUCKS E IL POSSIBILE ABBANDONO DA FACEBOOK PER L’HATE SPEECH: HA SENSO NON PRESIDIARE UN TOUCHPOINT STRATEGICO?

Nessuna conferma ufficiale, per ora – sono indiscrezioni arrivate da Buzzfeed News, che, rivoltosi alla portavoce del brand Sanja Gould, ha ricevuto un ermetico «corporation stands against hate speech.»

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L’ESPERIENZA MULTISENSORIALE DI STARBUCKS: TRA CONSUMO E COMUNICAZIONE SOCIALE

All’interno di una cultura consumistica come la nostra, siamo abituati ad essere bombardati da messaggi e contenuti pubblicitari all’interno di qualsivoglia contesto che caratterizzi la nostra quotidianità. In ogni ambito, sia domestico che sociale, siamo attratti verso l’acquisto di prodotti che “promettono” il soddisfacimento delle nostre esigenze più recondite, penetrando sempre più in profondità nella nostra identità e nella nostra routine. Assistiamo passivamente all’apertura di nuovi punti vendita, all’elaborazione di strategie sempre più sottili al fine di colpire la nostra attenzione e alla generazione di contenuti interattivi miranti a captare il nostro favore e coinvolgimento.

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STARBUCKS: UN SUCCESSO MONDIALE COSTRUITO SULL’ARCHETIPO DELL’ESPLORATORE

Starbucks, classificato da Interbrand tra le 25 grandi marche globali del ventunesimo secolo, gestisce a regola d’arte l’archetipo dell’esploratore in ogni minimo dettaglio: dal nome stesso (tratto da Moby Dick di Melville) al logo, dal packaging allo shop (che richiama la cabina di una nave), fino al prodotto e al servizio. Continua a leggere

STARBUCKS: LEZIONI DI MARKETING DI UN DELIZIOSO PARADOSSO

Come ha fatto un brand come Starbucks a trasformare un bene primario, poco costoso e semplice da preparare in una esperienza unica e originale, riservata a chi è disposto a pagare in media 5$ per un caffè? La risposta è da ricercarsi nello stile di marketing singolare e nelle tecniche di comunicazione sui generis del suo fondatore Howard Shultz.

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