Da Mahmoud Mokhtar e Umberto Boccioni fino a Umm Kulthum: l’incontro organizzato in collaborazione con l’Arabic Cultural Institute ha esplorato i legami tra la cultura egiziana e quella italiana attraverso arte, storia e scambio culturale.
Il 9 ottobre, l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ospitato un incontro in collaborazione con l’Arabic Cultural Institute, offrendo agli studenti l’opportunità di conoscere la cultura egiziana da una prospettiva diversa.
Ospite dell’evento è stata la Dott.ssa Rania Yehya, già Direttrice dell’Accademia d’Egitto di Belle Arti a Roma, che ha accompagnato il pubblico in un percorso tra Egitto e Italia, due Paesi le cui culture si sono incontrate e influenzate nel corso della storia.
DUE ARTISTI, DUE MODI DI GUARDARE AL FUTURO
Uno dei primi confronti ha riguardato lo scultore egiziano Mahmoud Mokhtar e il futurista italiano Umberto Boccioni.
Entrambi guardavano al futuro, ma in modi differenti. Se Boccioni rompeva con la tradizione attraverso il Futurismo, celebrando movimento, velocità e modernità, Mokhtar utilizzava invece l’antico patrimonio egiziano per costruire una nuova identità artistica moderna.
La sua opera Nahdat Misr (Il risveglio dell’Egitto), che unisce la figura della Sfinge a quella di una donna, rappresenta proprio il legame tra passato e futuro. La figura femminile diventa inoltre simbolo di modernizzazione ed emancipazione.
Il percorso è proseguito con Mahmoud Said, capace di combinare tecniche artistiche europee con una forte identità egiziana. Le sue rappresentazioni di Alessandria e dei dervisci mostrano come colore, ritmo e movimento possano raccontare cultura e spiritualità.
ARTE, LIBERTA’ E DIPLOMAZIA CULTURALE
Durante l’incontro si è parlato anche del movimento Art et Liberté, fondato sull’idea di un’arte libera da regole rigide e capace di esprimere emozioni, pensieri e creatività.
Un’altra figura centrale è stata Umm Kulthum, la “Voce d’Egitto”. La sua storia dimostra come la musica possa diventare uno strumento di diplomazia culturale. La sua voce ha raggiunto pubblici ben oltre l’Egitto e il mondo arabo, coinvolgendo anche chi non comprendeva la lingua araba.
L’incontro ha inoltre evidenziato il contributo delle donne alla vita culturale e sociale egiziana, dalla loro partecipazione alla Rivoluzione egiziana del 1919 fino alla crescente presenza nell’arte, nel cinema, nella musica e nelle istituzioni.
UN DIALOGO TRA DUE CIVILTA’
La parte finale dell’incontro è tornata sul rapporto tra Egitto e Italia.
L’influenza egiziana è ancora oggi visibile a Roma, dagli obelischi alla Piramide Cestia. Allo stesso tempo, artisti, architetti e musicisti italiani hanno contribuito alla vita culturale egiziana, in particolare al Cairo e nella cosmopolita Alessandria.
Il rapporto tra i due Paesi è quindi il risultato di secoli di incontri e influenze reciproche.
Alla fine dell’intervista abbiamo chiesto alla Dott.ssa Yehya di descrivere questo legame in poche parole. La sua risposta è stata:
«CIVILTA’, CULTURA, ARTE, UMANITA’ E BELLEZZA.»
Cinque parole che racchiudono lo spirito di un incontro dedicato a comprendere come le culture possano incontrarsi, influenzarsi e creare nuove forme di dialogo.
Amalia De Bernardo
Sara Rizzello
